Digit 5, il robot che promette 90 minuti di lavoro e 9 di carica

Pensato per logistica e fabbriche, il nuovo modello solleverà fino a 22,7 kg: Il debutto è previsto nel 2027


Digit 5, il robot che promette 90 minuti di lavoro e 9 di carica

Un’ora e mezza di lavoro, nove minuti alla ricarica e poi di nuovo tra scaffali e contenitori. È il ritmo promesso per Digit 5, il robot umanoide di Agility Robotics che arriverà ai primi clienti nella prima metà del 2027. Il 15 ottobre l’azienda ha annunciato che a fornire la tecnologia delle batterie sarà la britannica Nyobolt, specializzata nella ricarica rapida.

Il destinatario è il mondo dei magazzini e della produzione industriale. Qui una macchina deve ripetere un compito per molte ore, e ogni pausa pesa su quanto lavoro riesce a completare. Per questo il dato interessante, oltre all’autonomia, è quanto poco tempo dovrebbe servire per ripartire.

Digit 5, nove minuti per tornare al lavoro

Secondo Agility, la nuova batteria permetterà 90 minuti di funzionamento e una ricarica in 9 minuti. Il rapporto tra attività e sosta salirà così a dieci a uno, contro il due a uno indicato per Digit 4. L’obiettivo dichiarato è superare le 20 ore produttive nell’arco delle 24 ore, attraverso più cicli di lavoro e ricarica.

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Il vantaggio si capisce con un conto semplice: in un ciclo da 99 minuti, 90 sarebbero dedicati all’attività. Significa circa il 91% del tempo, considerando soltanto lavoro e ricarica. È un calcolo teorico, che non comprende manutenzione, attese, spostamenti verso la base o altri imprevisti del turno.

Restano inoltre alcuni dettagli da chiarire. Il comunicato non specifica le percentuali di batteria tra cui avviene la ricarica, né il carico e le condizioni usati per definire l’autonomia. I nove minuti vanno quindi letti come una prestazione annunciata, ancora da verificare nell’impiego quotidiano.

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Che cosa farà tra gli scaffali

Digit 5 è stato presentato a settembre con un progetto più ampio della sola batteria. Il costruttore dichiara la capacità di sollevare ripetutamente fino a 22,7 kg e prevede strumenti di presa intercambiabili, da adattare al compito. L’obiettivo è estendere le attività oltre il trasporto di contenitori, fino al carico delle macchine e alla preparazione delle merci.

La forma umanoide serve a inserirlo in spazi costruiti per le persone, tra corridoi, scaffalature e postazioni esistenti. Questo non rende automaticamente un bipede la soluzione migliore per qualsiasi magazzino: se un percorso è fisso o una lavorazione è sempre identica, occorre comunque confrontarlo con sistemi di automazione più specializzati.

È il contesto che abbiamo raccontato anche nel nostro tour nel centro resi Amazon MXP5 di Piacenza: dietro un pacco esiste una sequenza di operazioni diverse. Automatizzare uno spostamento non equivale ad automatizzare tutte le valutazioni sul prodotto che contiene.

Il problema di lavorare vicino alle persone

Una macchina che muove carichi deve anche saper gestire la presenza di un collega nel suo percorso. Agility ha progettato Digit 5 per lavorare vicino alle persone, con sensori che ne rilevano la presenza e un controllo di sicurezza indipendente che supervisiona le reazioni del robot.

Tra le risposte previste ci sono l’arresto, l’aggiramento della persona o l’assunzione di una posizione seduta. Segnali visivi e sonori dovrebbero rendere comprensibili i suoi movimenti a chi si trova nei paraggi. Sono capacità descritte dal produttore, la cui efficacia andrà valutata nelle condizioni concrete di ciascun impianto.

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Il debutto sarà graduale

L’accesso iniziale è previsto nel primo semestre 2027, con una disponibilità crescente nei successivi sei-nove mesi. Agility prevede inoltre di portare Digit 5 nell’Unione europea e nel Regno Unito, oltre al Nord America. Nell’annuncio della partnership non è indicato un prezzo.

Per chi gestisce un magazzino, la domanda sarà quanto costa ogni operazione completata correttamente. Ricaricare in pochi minuti può migliorare il conto, ma serviranno anche affidabilità, assistenza e un inserimento nel lavoro quotidiano che non crei nuove attese. Sarà lì che la promessa delle 20 ore dovrà dimostrare il proprio valore.