Oppo Find X10 e Pro Max: il nuovo Top Android da battere

La nuova serie porta l’approccio di Hasselblad Master Mode negli scatti automatici e introduce i video Open Gate. In Italia entrambi i modelli hanno batterie da 7.150 mAh


Oppo Find X10 e Pro Max: il nuovo Top Android da battere

Tempo di aggiornamenti per la line up di alcuni dei principali produttori di smartphone cinesi. Si parte oggi da Oppo con i nuovi Find X10 e Find X10 Pro Max, presentati oggi per il mercato globale: aumenta la risoluzione delle fotocamere e, allo stesso tempo, promette di ridurre gli interventi che allontanano lo scatto dalla scena originale.

È una scelta che merita attenzione più del solo conteggio dei megapixel, pur notevole: sul Pro Max sono 200 per ciascuna delle tre fotocamere posteriori. La serie arriva in Italia da 1.399,99 euro e raggiunge i 1.799,99 euro con il Pro Max, protagonista degli scatti che vedrete in questo articolo. A queste cifre la qualità delle immagini dovrà reggere anche fuori dalle scene scelte per la presentazione, insieme all’autonomia e alle prestazioni durante le riprese lunghe.

La foto automatica cambia approccio

A gestire tutto c'è il nuovo LUMO True Image Engine che porta nella modalità Foto predefinita l’impostazione già sviluppata per Hasselblad Master Mode. L’obiettivo è contenere la saturazione eccessiva, evitare di schiarire indiscriminatamente le ombre e ridurre sia la nitidezza artificiale sia gli interventi che cancellano le texture. La fotografia computazionale continua a esserci: cambia il modo in cui viene impiegata per costruire il risultato.

Un ritratto in controluce, per esempio, conserva un rapporto più credibile tra il volto, lo sfondo luminoso e le zone in ombra. Sulla pelle rimane più dettaglio autentico, senza quell’effetto levigato che può comparire quando la riduzione del rumore interviene troppo. Un livello di HDR che si riflette anche sulla frontale, capace di catturare un'area molto più ampia rispetto alla concorrenza grazie ad un'ottica più ricercata. 

Al lavoro del software contribuisce il sensore True Color di seconda generazione, dedicato alla lettura delle informazioni cromatiche della scena. Oppo parla di 24 canali spettrali: dati aggiuntivi che dovrebbero aiutare soprattutto con illuminazione mista, quando luce naturale e lampade rendono più difficile interpretare correttamente i colori. Per chi cerca una resa più personale rimangono i 18 look di LUMO Color Palette, con regolazioni di tono e saturazione.

Il Pro Max investe anche nell’ultra-grandangolare

Find X10 Pro Max è quindi il modello più completo di questa tornata, ma la casa cinese lo colloca tra il precedente Pro e l’Ultra, senza presentarlo come sostituto diretto di quest’ultimo. La differenza fotografica più evidente rispetto al Find X10 è l’ultra-grandangolare: 200 MP, sensore da 1/1,56 pollici, autofocus e campo visivo di 124 gradi. È una dotazione interessante per architettura, paesaggi e fotografie di gruppo, dove conta anche quanto dettaglio si conserva lontano dal centro dell’inquadratura. 

La principale utilizza invece il Samsung ISOCELL HPC da 200 MP e 1/1,28 pollici, sviluppato insieme a Oppo. La tecnologia DeepPix permette, secondo il produttore, di raggiungere una gamma dinamica fino a 17 stop. Il beneficio cercato è conservare informazioni nelle parti molto luminose e in quelle scure della stessa scena; il dato dichiarato, da solo, non permette però di equiparare il telefono a una cinepresa professionale.

Completa il sistema il teleobiettivo da 200 MP con ingrandimento 3x e apertura f/2,1. Mette a fuoco a partire da 10 centimetri e può quindi essere utilizzato anche per la telemacro, per esempio su piccoli oggetti o particolari di un fiore. Find X10 conserva due fotocamere da 200 MP, principale e tele 3x, mentre l’ultra-grandangolare è da 50 MP. Entrambi hanno una frontale da 50 MP con autofocus e campo visivo di 100 gradi.

Nell’uso quotidiano, comunque, non si scatterà necessariamente a 200 MP. La serie produce automaticamente fotografie da 26 MP dall’ultra-grandangolare fino a 9,9x, anche scegliendo ingrandimenti intermedi. La risoluzione del file resta quindi la stessa, ma il dettaglio effettivo dipenderà dalla fotocamera utilizzata, dal ritaglio e dalla luce. Per lavorare a 50 o 200 MP bisogna selezionare la modalità Hi-Res sulle fotocamere che la supportano.

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Per i soggetti lontani c’è il teleconverter Hasselblad, compatibile con entrambi i modelli, che però non abbiamo ancora provato. Il suo fattore ottico di 3,28x, applicato al teleobiettivo 3x, porta l’ingrandimento complessivo a circa 10x rispetto alla principale. Oppo ha confermato anche la compatibilità della lente già proposta per Find X9 Pro; quella di X9 Ultra è invece diversa. Gli ingrandimenti superiori, come 20x e 40x, richiedono un ritaglio dell’immagine.

Open Gate: più margine per montare in verticale e orizzontale

Sul Pro Max tutte e tre le fotocamere posteriori registrano in 4K a 120 fps oppure in 8K a 30 fps, oltre al 4K a 60 fps. Sul Find X10 le modalità più impegnative sono disponibili con principale e teleobiettivo, mentre l’ultra-grandangolare arriva al 4K a 60 fps.

Per chi gira contenuti destinati a piattaforme diverse, la novità più pratica potrebbe essere l’Open Gate. La registrazione sfrutta un’area più ampia del sensore e permette di decidere in montaggio come ricavare una versione orizzontale e una verticale della stessa ripresa. Serve comunque pensare prima alla composizione, ma si ha più margine rispetto a una clip già tagliata nel formato finale.

Oppo indica questa modalità sulle tre fotocamere posteriori a 24, 30 e 60 fps. C’è un compromesso da conoscere: Open Gate non consente di utilizzare Ultra Steady, la stabilizzazione elettronica avanzata; resta disponibile quella ottica dove presente. Il supporto alle diverse modalità video non va inoltre confuso con la possibilità di combinarle tutte tra loro.

La serie supporta Dolby Vision e O-Log2 certificato ACES per chi lavora sul colore in postproduzione. L’integrazione di queste funzioni e di Open Gate in Blackmagic Camera arriverà con una versione ottimizzata dell’app prevista da novembre. Per il Pro Max è stato annunciato anche il kit Tilta Khronos, con impugnatura, adattatore per filtri da 67 mm, adattatore per il teleconverter e ventola di raffreddamento.

Oppo segnala infine una collaborazione con Meta per migliorare la qualità dei video condivisi su Instagram. È un passaggio che andrà verificato confrontando l’originale con il contenuto pubblicato: la formulazione “pressoché senza perdita” utilizzata dall’azienda non basta a concludere che la compressione della piattaforma sia stata eliminata.

In Italia la batteria è da 7.150 mAh su entrambi

Find X10 e Pro Max montano rispettivamente schermi OLED piatti da 6,59 e 6,78 pollici, con frequenza adattiva LTPO fino a 144 Hz, luminosità di picco dichiarata di 3.600 nit e supporto Dolby Vision. La luminosità minima scende a 1 nit, mentre il dimming PWM arriva a 3.840 Hz. Oppo dichiara anche il supporto allo spazio colore BT.2020, senza fornire nei materiali una misura indipendente della sua copertura.

Sotto lo schermo cambiano i processori: MediaTek Dimensity 9600M a 3 nm sul Find X10 e Dimensity 9600 Pro a 2 nm sul Pro Max. Entrambi usano un sistema di raffreddamento a camera di vapore. Il processo produttivo è un elemento della piattaforma, ma consumi e prestazioni sostenute andranno misurati sul dispositivo completo.

La capacità della batteria è invece identica: 7.150 mAh al silicio-carbonio, con ricarica cablata SUPERVOOC da 80 W e wireless AIRVOOC da 50 W. È la configurazione europea a due celle, diversa da quella da 8.000 mAh proposta in altri mercati. Oppo spiega la scelta con vincoli di alcuni paesi e canali commerciali sulle batterie a singola cella. Non ci sono magneti integrati nel telefono: per agganciare gli accessori magnetici serve una cover adatta.

Il retro in vetro è sagomato per raccordarsi al modulo fotografico. Sul Pro Max la variante Luna White richiama le fotocamere classiche, con finitura bicolore, elementi argentati e anello arancione Hasselblad; l’alternativa è Titanium Grey. Il comunicato italiano indica per entrambi i modelli le certificazioni IP66, IP68 e IP69 e la certificazione SGS Five-Star Drop Resistance.

ColorOS 17 e le funzioni AI da distinguere

ColorOS 17 rinnova l’interfaccia e la gestione delle risorse. Oppo dichiara miniature della Galleria fino al 50% più rapide al primo caricamento e oltre il 25% di applicazioni in più mantenute in background rispetto a ColorOS 16: sono risultati dei suoi laboratori, non misure della nostra prova.

La funzione più concreta tra quelle presentate è AI Mind Pilot con Agent Mode, sviluppata con Manus, che può lavorare su file e fotografie del telefono. L’esempio proposto è raccogliere le prenotazioni di un viaggio, rinominarle e usarle per costruire un itinerario. Nel briefing la disponibilità è stata indicata per fine ottobre; condizioni e funzioni effettivamente attive andranno verificate sul software distribuito in Italia.

Altre novità hanno limiti geografici espliciti. AI Photo Agent, per modificare fotografie con istruzioni in linguaggio naturale o riprendere lo stile di un’immagine di riferimento, arriverà in Europa in un secondo momento e prevede quote di utilizzo. AI Call Guard, che cerca voci sintetiche e manipolazioni del volto nelle chiamate, è indicato per Indonesia, India e Thailandia. Queste funzioni non vanno quindi considerate entrambe disponibili al lancio italiano.

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Prezzi e disponibilità 

La disponibilità annunciata parte dal 21 ottobre, su Oppo Store e nelle principali catene di elettronica. Questi i prezzi consigliati:

Modello Archiviazione Prezzo
Find X10 256 GB 1.399,99 €
Find X10 512 GB 1.599,99 €
Find X10 Pro Max 512 GB 1.799,99 €

A parità di 512 GB, tra Find X10 e Pro Max ci sono dunque 200 euro. La scelta riguarda soprattutto la fotocamera ultra-grandangolare, il sensore principale, il processore e le dimensioni dello schermo: batteria e velocità di ricarica dichiarate sono infatti simili. 

Il Find X10 Pro Max ci ha sorpreso sul fronte imaging, con un set di fotocamere davvero completo e funzionale, che mostrano finalmente quella continuità tra i vari sensori d'immagine che su Android non è affatto scontata. Stessi feedback positivi sui video, dove il nuovo top di gamma eccelle e supera, senza troppe difficoltà, la diretta concorrenza dai nostri test.

Certo che i prezzi sono alti, ma questo è un discorso che purtroppo ci ritroviamo a fare sempre più spesso, visti i costi delle memorie alle stelle.