Blue Origin vuole alimentare le basi lunari con torri solari di 20 metri

Si chiamano Power Tower e sfrutteranno la luce solare quasi continua presente ai poli della Luna. Il sistema è già stato testato sulla Terra e potrebbe fornire oltre 10 kW di potenza alle future infrastrutture lunari


Blue Origin vuole alimentare le basi lunari con torri solari di 20 metri

La prossima grande sfida dell'esplorazione lunare non sarà soltanto riportare gli astronauti sulla Luna, ma permettere loro di rimanerci per settimane o mesi. Per farlo serviranno infrastrutture capaci di garantire energia, comunicazioni e trasporti, possibilmente senza dipendere da continui rifornimenti dalla Terra. Ed è proprio sull'energia che Blue Origin, l'azienda spaziale fondata da Jeff Bezos, sta lavorando a una soluzione piuttosto interessante.

Si chiama Power Tower ed è una struttura fotovoltaica alta 20 metri, progettata per alimentare le future basi lunari con una potenza superiore a 10 kilowatt. La particolarità è che non utilizza i tradizionali pannelli disposti orizzontalmente sul terreno, ma una torre che si estende in verticale una volta raggiunta la superficie.

Perché costruire pannelli solari alti 20 metri?

La scelta di costruire pannelli così alti ha una ragione precisa e riguarda le condizioni di illuminazione della Luna. A differenza della Terra, dove il ciclo giorno-notte dura 24 ore, sul nostro satellite una giornata completa dura circa 29,5 giorni terrestri. Questo significa che in molte regioni lunari la notte può protrarsi per quasi due settimane, durante le quali un impianto fotovoltaico non produrrebbe energia.

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La situazione cambia nelle zone vicine ai poli, soprattutto al polo sud, dove la Nasa intende costruire le prime infrastrutture permanenti del programma Artemis. Qui il Sole rimane molto basso sull'orizzonte e alcune aree sopraelevate ricevono luce per gran parte dell'anno.

Il problema è che anche piccoli rilievi e crateri possono proiettare ombre molto lunghe. Sollevare i pannelli a 20 metri dal suolo permette quindi di intercettare la luce solare più a lungo, riducendo i periodi in cui l'impianto resta inutilizzabile. Attenzione però: non significa avere energia illimitata, perché serviranno comunque sistemi di accumulo per affrontare le interruzioni.

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Come funziona Power Tower

Il sistema è stato pensato per viaggiare ripiegato all'interno della configurazione di trasporto e aprirsi direttamente sulla superficie lunare. Una volta atterrato il lander, una struttura metallica telescopica si estende verso l'alto, mentre una serie di bracci porta in posizione i pannelli fotovoltaici.

Blue Origin prevede di utilizzare il suo lander cargo Blue Moon Mark 1, un veicolo sviluppato per trasportare attrezzature e strumenti scientifici sulla Luna. L'idea è che le torri possano fornire energia non soltanto al lander, ma anche ad altre apparecchiature presenti nelle vicinanze attraverso una futura rete di distribuzione elettrica.

La tecnologia ha già superato una prima prova di apertura sulla Terra lo scorso 22 luglio. Non si tratta quindi soltanto di un'animazione, anche se naturalmente resta ancora da dimostrarne il funzionamento nelle condizioni reali della superficie lunare.

Il progetto deriva da un filone di ricerca che la Nasa porta avanti da diversi anni. Nel 2024, Honeybee Robotics, società controllata da Blue Origin, aveva già testato un prototipo di pannelli verticali all'interno delle camere a vuoto termico del Johnson Space Center di Houston.

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Quando arriveranno sulla Luna?

Al momento non esiste una data ufficiale per l'installazione delle Power Tower. Il primo Blue Moon Mark 1, chiamato Endurance, dovrebbe partire a gennaio 2027 secondo il calendario Nasa, ma la missione servirà soprattutto a verificare le capacità di atterraggio del veicolo e a trasportare strumenti scientifici. Non è nemmeno confermata la presenza di una torre fotovoltaica a bordo.

Il progetto si inserisce comunque nella strategia Moon Base della Nasa, che punta a realizzare progressivamente un avamposto stabile al polo sud lunare, come abbiamo raccontato anche nel nostro approfondimento sulle risorse della Luna.

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