Per la prima volta Apple adotta un pannello OLED come display principale su uno dei suoi MacBook, affiancandogli i comandi touch. La nuova linea PROLED XDR arriva nei formati da 14 e 16 pollici, con chip M5 Pro e M5 Max: i preordini partono il 28 ottobre, le consegne il 6 novembre, da 3.399 euro.
L’annuncio segue quello di MacBook Pro M6 e iMac, si completa cosi la line up per questo fine 2026. Il modello con M6 conserva lo schermo Liquid Retina XDR mini-LED e convive con questi nuovi portatili. Il nome MacBook Pro identifica la famiglia del computer; le sigle Pro e Max del processore distinguono invece chip e configurazioni differenti.
Il primo MacBook OLED, con una tecnologia già vista su iPad
Il primato riguarda il MacBook, perché Apple aveva già portato il tandem OLED su iPad Pro nel 2024. PROLED XDR trasferisce questa soluzione sul notebook: due strati di pixel autoilluminanti lavorano insieme per aumentare la luce disponibile. Rispetto al mini-LED cambia il modo in cui nasce l’immagine, con il controllo del singolo pixel al posto della retroilluminazione suddivisa in zone.
La differenza si apprezza soprattutto quando elementi molto luminosi si trovano accanto al nero. Pensiamo ai sottotitoli in una scena notturna o alle stelle in un cielo scuro: l’OLED consente di illuminare quei dettagli lasciando spenti i pixel circostanti, evitando gli aloni legati alla retroilluminazione. Per chi monta video o lavora sulle fotografie è un cambiamento che merita attenzione anche senza alcun interesse per il touchscreen.
Apple dichiara 2.000 nit di luminosità di picco in HDR e SDR, mentre la luminosità costante a tutto schermo arriva fino a 1.000 nit. È una distinzione utile: il valore più alto descrive i picchi, non una superficie interamente bianca mantenuta a quella intensità. ProMotion regola la frequenza da 10 a 120 Hz; alla gamma cromatica P3 si aggiunge Adobe RGB, rilevante soprattutto nei flussi fotografici destinati alla stampa.
Il nuovo pannello andrà comunque valutato con immagini reali, osservando uniformità, dettagli nelle ombre e resa del colore. Per chi lavora spesso lontano da un monitor esterno, questi aspetti possono contare più di un incremento di prestazioni difficile da percepire nelle attività quotidiane.
Il touch porta con sé anche ditate e dubbi sulla comodità

Lo schermo permette di scorrere documenti, ingrandire immagini e manipolare contenuti direttamente con le dita. Tastiera e trackpad restano i comandi abituali, ai quali si aggiunge una possibilità utile per interventi occasionali o strumenti progettati appositamente. Gli aggiornamenti touch di Apple Creator Studio sono attesi a novembre.
La comodità su un notebook che non diventa un tablet rimane però da verificare. Raggiungere un pulsante può essere naturale; tenere a lungo il braccio sollevato per lavorare sull’immagine è più impegnativo. Molto dipenderà da quanto le applicazioni sapranno rendere conveniente quel gesto rispetto al puntatore.
Ci auguriamo poi che il trattamento del vetro riesca a contenere le ditate: uno schermo pensato per valutare foto e video perde parte della sua praticità se richiede pulizie continue. Il rivestimento antiriflesso e l’opzione nanotexture non bastano, da soli, a dirci quanto saranno visibili le impronte nell’uso quotidiano.
Altrettanto importante sarà la cerniera. Apple dichiara di averla riprogettata per migliorare la stabilità durante il tocco; servirà una prova dal vivo per capire se il pannello resterà fermo o continuerà a oscillare dopo ogni pressione e trascinamento.
M5 Pro e Max, con Dynamic Island sullo schermo
I processori sono M5 Pro e M5 Max, mentre sulla parte alta del display debutta la Dynamic Island, che riunisce Spotlight e attività in tempo reale. Il design diventa più leggero, con un peso di partenza dichiarato di 1,38 kg per il 14 pollici e 1,82 kg per il 16.
La presenza di M6 nel modello annunciato ieri richiede quindi qualche attenzione al momento dell’acquisto: il numero della generazione non basta a ordinare tutta la gamma per potenza. Occorre considerare il chip completo, la memoria e il lavoro da svolgere, oltre alla differenza tra i due schermi.
Prezzi italiani: da 3.399 euro a oltre 16 mila
Le configurazioni di ingresso con M5 Pro partono da 3.399 euro per il 14 pollici e da 3.999 euro per il 16. Con M5 Max si sale rispettivamente a 5.299 e 5.699 euro.
All’estremo opposto, per il 16 pollici con M5 Max, CPU a 18 core e GPU a 40 core, 128 GB di memoria unificata, SSD da 16 TB e vetro nanotexture si arriva addirittura alla cifra monstre di 16.364 euro. La cifra riguarda dunque l’insieme di queste opzioni, non il solo passaggio all’SSD più capiente.
Una configurazione del genere va valutata sulle necessità di produzione, dal materiale da tenere in locale alla memoria richiesta dai progetti. Per molti utenti, la scelta più interessante sarà invece capire quanto vale il nuovo OLED nel proprio lavoro: il touch potrà trovare spazio col tempo, ma lo schermo accompagna ogni minuto trascorso davanti al computer.