Google Earth ha appena spostato sul web una funzione che esisteva da quasi vent'anni e di cui la maggior parte degli utenti (noi compresi) non ne conosceva l'esistenza: il simulatore di volo. La cosa interessante è che, per utilizzarlo, non c'è bisogno di download, installazione o account premium. Si apre dal browser e si vola.
Come è nato e dove era finito
Ma non è nato oggi. Il simulatore comparve per la prima volta nel 2007, nascosto dentro Google Earth 4.2 come easter egg. Per attivarlo bisognava conoscere la combinazione giusta (Ctrl+Alt+A su Windows, Command+Option+A su Mac) e anche saperla usare correttamente, perché la A doveva essere maiuscola e molti si bloccavano lì. Chi riusciva ad attivarlo si trovava davanti a una finestra di dialogo con due aerei disponibili: un F-16 Fighting Falcon e un Cirrus SR22, con la possibilità di decollare dalla propria posizione attuale sulla mappa oppure da una lista di aeroporti predefiniti.
Divenne abbastanza popolare tanto da spingere Google, nel 2008, a renderlo una funzione ufficiale con una voce dedicata nel menu Strumenti di Google Earth 4.3. Da quel momento non fu più un segreto e diventò una delle piccole curiosità di cui si parlava per dimostrare che Google Earth fosse molto più di una mappa. Poi, lentamente, finì nel dimenticatoio. La versione desktop di Google Earth venne progressivamente abbandonata a favore di quella web e il simulatore rimase intrappolato nell'applicazione scaricabile (quella che nel 2017 si trovava già a fare i conti con un'utenza sempre più ridotta).
Come funziona adesso
Per simulare un volo, basta aprire Google Earth su qualsiasi browser e cliccare sull'icona Esplora Terra nella schermata principale. Si entra poi nel menu Strumenti in alto e si seleziona Simulatore di volo. Il punto di partenza è la posizione attuale sulla mappa, quindi conviene spostarsi prima su una location che ha senso sorvolare (pena il decollare in mezzo all'oceano, come riportano diversi utenti che l'hanno provato nelle prime ore). Un dettaglio non ovvio: se la visuale appare piatta e priva di dettagli, bisogna tornare nel menu, aprire Visualizza e cambiare il basemap da Mappa a Satellite. Solo così si attiva la resa fotorealistica con edifici tridimensionali e terreno in rilievo.
I due aerei della versione originale sono rimasti: l'F-16 per chi vuole andare veloce, il Cirrus SR22 per un'esplorazione più lenta e contemplativa. Un head-up display mostra quota, velocità e direzione, i controlli si gestiscono da tastiera e mouse e gli edifici tridimensionali, insieme alle immagini ad alta risoluzione, vengono caricati dinamicamente mentre si vola, il che significa che sorvolare una città densa come Milano o Manhattan porta a qualcosa di piuttosto soddisfacente dal punto di vista visivo.
Piccola nota: se l'aereo tocca terra, la simulazione non si chiude. Compare invece il messaggio "Hai avuto un incidente! Riavvia" che riposiziona il velivolo in quota e permette di riprendere il volo.
Cosa non è (e non vuole essere)
Tutto molto bello, ma va specificato che Google non spaccia il simulatore di volo per qualcosa che non è e non vuole essere: la fisica di volo è infatti deliberatamente semplificata, pensata per l'esplorazione e per il diletto, e non per la formazione aeronautica. Il confronto con Microsoft Flight Simulator o X-Plane non regge e probabilmente non ha senso nemmeno provare a farlo, in quanto restano prodotti costruiti per simulare (per davvero) il volo, con hardware dedicato, modelli meteorologici in tempo reale e curve di apprendimento che richiedono mesi. Google Earth Flight Simulator va benissimo per chi vuole sorvolare le Dolomiti una domenica pomeriggio stando seduto sul divano, ecco.
C'è da dire che non sarà un aggiornamento rivoluzionario, ma la dice lunga sul modo in cui la piattaforma si sta evolvendo. Nell'ultimo periodo Google Earth ha ricevuto una serie di funzioni che erano rimaste esclusive della versione desktop professionale (profili di elevazione e nuovi formati di importazione dati) e il simulatore di volo arriva come l'ultimo tassello di questa migrazione, con la differenza che non ha nessuna utilità professionale dichiarata. È lì perché è divertente, perché qualcuno ha deciso che apparteneva alla versione web, e perché trasforma Google Earth in uno spazio da attraversare attivamente. Anche in volo.