Gemini 4 Argon è realtà: Google sbaraglia la concorrenza sul coding

Il modello può generare fino a un milione di token e seguire attività lunghe. Google lo usa già internamente, ma il lancio pubblico non ha ancora una data


Gemini 4 Argon è realtà: Google sbaraglia la concorrenza sul coding

Google ha presentato Gemini 4 Argon, il nuovo modello di intelligenza artificiale (AI) pensato per affrontare lavori complessi che richiedono molti passaggi: modificare grandi progetti software, condurre ricerche finanziarie e legali, individuare e correggere vulnerabilità informatiche. L’annuncio del 30 settembre segna l’inizio di una distribuzione riservata ai difensori informatici selezionati attraverso il programma Fairwind. Per il pubblico non c’è ancora una data.

Google sta già usando Argon nei propri sistemi e racconta risultati concreti, dalla memoria recuperata nei data center alla riscrittura di codice. Sono dati forniti dall’azienda, da distinguere dalle prestazioni che sviluppatori e utenti potranno verificare quando avranno accesso al modello.

Gemini 4 Argon lavora sui sistemi di Google

Il caso più immediato riguarda i data center. Secondo Google, un gruppo di agenti basati su Argon ha analizzato i dati sul funzionamento dei sistemi, individuato sprechi di memoria e applicato ottimizzazioni. Una volta distribuite, queste modifiche hanno liberato oltre 300 tebibyte, circa 330 terabyte. Si tratta di memoria resa nuovamente disponibile, non di una misura del risparmio energetico.

Gli agenti stanno anche convertendo grandi progetti da C e C++ a Rust, un linguaggio progettato per prevenire molte categorie di errori nella gestione della memoria. I lavori arrivano a coinvolgere oltre 800.000 righe del kernel Zircon di Fuchsia, il componente centrale del sistema operativo.

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Google precisa che queste riscritture affrontano controlli automatici, verifiche manuali e test prima dell’utilizzo in produzione. Nel software per decodificare video libgav1, Argon ha ottenuto un’esecuzione 2,7 volte più veloce rispetto alla precedente conversione in Rust. Il confronto riguarda quella versione, non il codice C++ originale.

benchmark Google Gemini 4 Argon

Risposte più lunghe e lavoro aziendale

Argon porta il limite di output da 64.000 a un milione di token, le unità di testo elaborate dal modello, che possono corrispondere a parole o loro frammenti. È il limite della sequenza generata, non una dichiarazione sulla quantità di documenti che si possono caricare. Google lo collega alla possibilità di sostenere ragionamenti e lavori molto più lunghi.

Nei risultati pubblicati dall’azienda, Argon raggiunge il 77,9% su DeepSWE v1.1, un test di ingegneria software con attività complesse e prolungate. Su AutomationBench, la valutazione di Zapier sull’esecuzione completa di attività aziendali, ottiene il 51,3% e il primo posto. Il primo posto in queste valutazioni non garantisce comunque il completamento corretto di qualsiasi lavoro.

Google segnala inoltre risultati di vertice nelle ricerche finanziarie e legali. La direzione è quella degli strumenti che prendono in carico un’attività, la sviluppano attraverso più passaggi e producono materiali utilizzabili, già al centro delle novità di Microsoft Copilot. I benchmark, però, non certificano l’affidabilità di ogni documento prodotto.

La cybersicurezza apre l’accesso

La distribuzione iniziale riguarda chi deve proteggere sistemi informatici. Google dichiara che Argon può trovare, verificare e correggere autonomamente vulnerabilità critiche. Per i difensori autorizzati e i propri team interni, lo renderà disponibile senza le restrizioni specifiche sulle capacità cyber, così da permettere indagini più approfondite.

Wiz lo usa già nel programma Scan for Good, dedicato alla protezione gratuita di infrastrutture pubbliche critiche. Secondo l’annuncio, Argon ha individuato una vulnerabilità che esponeva dati personali sensibili in un software sanitario usato da ospedali nel mondo. Google non identifica il prodotto nel testo pubblicato.

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La stessa capacità di trovare falle può servire a chi vuole sfruttarle. È uno dei nodi del dibattito sui controlli dei modelli più avanzati, e spiega la rilevanza dell’accesso selettivo.

benchmark Google Gemini 4 Argon

Protezioni, prezzi e lancio pubblico

Prima dell’apertura generale, Google sta rafforzando le protezioni contro usi dannosi e prompt injection, cioè istruzioni nascoste nei contenuti consultati per deviare il comportamento dell’AI. Prevede inoltre sistemi che monitorano ragionamenti e azioni e interrompono l’esecuzione quando necessario, insieme ad ambienti isolati per i test più rischiosi.

I prezzi introduttivi annunciati sono 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 dollari in uscita, con uno sconto del 95% sugli input conservati in cache e riutilizzati. L’apertura partirà dai clienti delle interfacce di programmazione (API) a pagamento e dagli abbonati Google AI Ultra. Tempi e limiti d’uso non sono indicati: per ora, questi utenti conoscono l’ordine di accesso, ma non quando potranno provarlo.