Al Salone di Parigi, Xpeng ha portato per la prima volta davanti al pubblico europeo la G9L, un SUV imponente pensato per fare da ammiraglia sul fronte del comfort e della tecnologia. Dopo il debutto in Cina a settembre, l’auto punta a una diffusione globale in 64 mercati. Un passaggio chiave nella strategia del costruttore, che vuole ritagliarsi un suo spazio in un segmento premium tradizionalmente presidiato dai marchi europei.
La base di partenza richiama la G9, già venduta anche in Italia, ma l’impostazione è decisamente più ambiziosa: crescono le dimensioni e cambiano parecchie soluzioni tecniche. Tra le novità di maggior rilievo spiccano le quattro ruote sterzanti, l'assetto con molle pneumatiche a doppia camera e un comparto software che mutua parte dell'architettura dai robot umanoidi sviluppati dalla stessa azienda.
Spazio da ammiraglia
Con 5,12 metri di lunghezza e un passo di 3,10 metri, la G9L supera di oltre venti centimetri la G9 europea (ferma a circa 4,9 metri), posizionandosi a pieno titolo tra i SUV di taglia extra-large.
Invece di sfruttare questi volumi per infilare una terza fila di sedili, Xpeng ha preferito mantenere l'abitacolo a cinque posti. L’idea è offrire a chi siede dietro lo spazio e la comodità di una berlina di rappresentanza, facendo sì che la seconda fila diventi un ambiente adatto sia al relax sia al lavoro in viaggio. Sulla versione cinese debuttano poltrone reclinabili con funzione "zero gravity", massaggio integrato e uno schermo dedicato, dettagli che definiscono bene le intenzioni del modello, anche se la dotazione per i listini europei andrà poi verificata caso per caso.

Quattro ruote sterzanti per gestire la stazza
Manovrare un mezzo lungo più di cinque metri non è mai banale, ed è qui che, sulla G9L, interviene il telaio. L'auto adotta un sistema a quattro ruote sterzanti in cui quelle posteriori possono ruotare fino a ben 15 gradi: un valore nettamente superiore alla media di quanto visto finora su altre vetture premium. A passo d'uomo il retrotreno sterza in controfase rispetto all'avantreno per accorciare il raggio di volta, mentre a velocità autostradali le ruote girano nella stessa direzione per dare maggiore stabilità nei cambi di corsia.
Il comparto sospensioni si affida a elementi pneumatici a doppia camera abbinati ad ammortizzatori a controllo elettronico continuo. La doppia camera permette di variare la rigidità elastica in base alla situazione, mentre la taratura idraulica risponde in tempo reale al fondo stradale. Sulla carta è la ricetta ideale per tenere a bada i movimenti della scocca senza sacrificare l'assorbimento delle buche, anche se il verdetto definitivo spetterà alle prove su strada.
L'AI a bordo: lo stesso DNA del robot Iron
La G9L è tra i primi modelli a mettere in pratica l'idea dell'azienda di far convergere mobilità e robotica su un'unica piattaforma di calcolo. Al centro del sistema ci sono i chip Turing, processori proprietari progettati dall'azienda e derivati dalla stessa famiglia impiegata sul robot umanoide Iron. I compiti sono ovviamente diversi, ma condividere l'hardware permette di capitalizzare gli investimenti in ricerca e sviluppo su entrambi i fronti.
A gestire la guida assistita c'è il modello VLA 2.0 (Vision-Language-Action): un'intelligenza artificiale che incrocia in tempo reale i dati dei sensori per interpretare il traffico e decidere la traiettoria più opportuna. Per l'Europa, tuttavia, le funzioni realmente fruibili dipenderanno dall'adattamento del software alle nostre strade e dai vincoli normativi locali, un lavoro che il marchio sta portando avanti anche attraverso il centro di ricerca e sviluppo a Monaco di Baviera.

Elettrica pura o con range extender
Sul mercato interno la vettura viene proposta con due diverse filosofie di trazione: 100% elettrica oppure Rev, ovvero elettrica con range extender a benzina. In quest'ultimo caso il motore termico non trasmette direttamente il moto alle ruote, ma agisce da generatore per ricaricare la batteria durante la marcia.
La variante a batteria vanta, nella declinazione cinese più capiente, fino a 755 km dichiarati nel ciclo CLTC. L'architettura a 800 volt supporta ricariche ad altissima potenza, con la promessa di ripristinare fino a 450 km teorici in circa nove minuti. Vale la pena ricordare che il ciclo di omologazione cinese CLTC è notoriamente più generoso del nostro WLTP, e che le velocità massime di ricarica si raggiungono solo in condizioni ottimali. Per capire i consumi reali e la compatibilità con le colonnine ad alta potenza europee bisognerà attendere i test indipendenti.
Produzione europea a Graz
La passerella parigina della G9L fa da sfondo a un radicamento industriale sempre più solido nel Vecchio Continente. Il SUV sarà infatti il quarto modello del costruttore a uscire dalle linee dello stabilimento Magna di Graz, in Austria, dopo G6, G9 e P7+. L'accordo con Magna, operativo dal 2025, ha permesso a Xpeng di affidare l'assemblaggio a un partner storico dell'automotive europeo con grande esperienza sui veicoli di fascia alta.
Proprio il 7 ottobre è uscito da Graz il primo esemplare di pre-serie, che ha poi percorso su strada i 1.324 km necessari per raggiungere la fiera di Parigi. Con oltre 60.000 unità già consegnate in Europa tra i vari modelli a listino, la G9L segna l'ingresso del marchio nel terreno più difficile: un segmento in cui a fare la differenza sono soprattutto la cura degli assemblaggi, l'affidabilità nel tempo e la precisione di guida. Non è stato svelato il prezzo di listino, ma si vocifera un debutto sotto gli 80 mila euro.