Tesla Roadster vola con SpaceX: tre versioni, uscita nel 2028

Performance, Thrust e Rocket separano strada, pista e manovre aeree. L’autonomia annunciata scende a circa 483 km rispetto ai 1.000 km promessi nel 2017


Tesla Roadster vola con SpaceX: tre versioni, uscita nel 2028

La nuova Tesla Roadster si è staccata da terra, ha ruotato in aria ed è tornata sulle ruote. Dopo quasi nove anni di annunci e rinvii, la sportiva elettrica sviluppata con il contributo di SpaceX è stata protagonista di una dimostrazione nel centro di test di McGregor, in Texas, nella notte italiana del 16 ottobre. Tesla ha mostrato cosa può fare la configurazione più estrema del progetto e ha annunciato l’avvio della produzione per il 2028.

Le immagini raccontano però soltanto una parte della novità. La Roadster arriva con tre configurazioni, Performance, Thrust e Rocket, che differiscono per propulsori, prestazioni e destinazione d’uso. Quella capace di compiere le evoluzioni aeree è una monoposto proposta su invito e non approvata per la circolazione su strada. Accanto ci sono una sportiva a due posti e una variante con propulsori posteriori dedicati all’accelerazione. I prezzi definitivi non sono stati comunicati.

La dimostrazione: dalla rampa al salto sulle altre Tesla

Durante l’evento la Roadster ha percorso una rampa curva fino a trovarsi capovolta, per poi lasciare la superficie, ruotare e atterrare con l’aiuto dei propulsori. In un’altra sequenza ha superato in aria una fila di veicoli Tesla, compreso il camion Semi. È la dimostrazione più concreta, finora, di un’idea che Musk aveva anticipato da anni: integrare tecnologie di derivazione spaziale in una sportiva elettrica.

A rendere possibili queste manovre sono due sistemi con compiti differenti. L’aspirazione aiuta a mantenere l’auto aderente alla superficie, mentre i propulsori generano spinta e permettono di controllarne il movimento quando le ruote non toccano più terra. La scena della rampa e quella del salto mostrano quindi applicazioni diverse delle tecnologie sviluppate per il progetto.

Il risultato va oltre le anticipazioni sulla Roadster con propulsori SpaceX di cui avevamo scritto ad agosto, ma serve distinguere la dimostrazione dall’impiego quotidiano. Il fatto che una vettura riesca a sollevarsi e a controllare il proprio assetto in aria non significa che possa farlo nel traffico, né che queste capacità siano disponibili su ogni versione acquistabile.

Contenuto di XQuesto contenuto viene caricato da X, che può usare i propri cookie. Per vederlo, accetta i cookie dalle preferenze: da lì compaiono anche tutti gli altri contenuti di Instagram, TikTok, X e YouTube.Apri su X

Performance, Thrust e Rocket: tre Roadster diverse

La Roadster Performance è la configurazione pensata per la strada, con due posti, aerodinamica attiva e sistema di aspirazione. Non dispone dei propulsori che hanno caratterizzato la dimostrazione. È il punto di partenza della gamma, anche se definirla una versione convenzionale sarebbe riduttivo, considerate le soluzioni adottate per aumentare l’aderenza.

La Thrust mantiene i due posti e aggiunge propulsori a gas freddo nella parte posteriore, utilizzati per assistere l’accelerazione. Tesla la presenta come configurazione orientata alla pista. La loro presenza non la rende equivalente alla variante che ha eseguito le evoluzioni aeree: produrre spinta in avanti e controllare una vettura in volo richiedono configurazioni differenti.

Pubblicità

La Rocket è invece una monoposto con un sistema di propulsori più esteso, destinato anche al controllo dei movimenti in aria. È disponibile soltanto su invito e Tesla precisa che non è approvata per l’utilizzo sulle strade pubbliche. È una distinzione essenziale per leggere correttamente le immagini dell’evento: la Roadster stradale e quella capace di volare appartengono allo stesso progetto, ma non offrono le stesse possibilità.

Nuova Tesla Roadster: configurazioni e condizioni annunciate al 16 ottobre 2026
Configurazione Posti Elementi distintivi Prenotazione negli Stati Uniti
Performance 2 Versione stradale, aerodinamica attiva e aspirazione, senza propulsori aggiuntivi 50.000 dollari di deposito
Thrust 2 Configurazione orientata alla pista, con propulsori posteriori per l’accelerazione 250.000 dollari di deposito
Rocket 1 Sistema per le manovre aeree; non approvata per la circolazione stradale Soltanto su invito

Come funzionano aspirazione e propulsori SpaceX

Il sistema di aspirazione lavora sull’aria sotto la vettura per aumentare la forza che la tiene aderente al fondo. A differenza di un’ala tradizionale, il cui contributo dipende fortemente dalla velocità, l’impiego di ventilatori permette di generare carico anche quando l’auto procede lentamente. Sulla Roadster questa soluzione si affianca all’aerodinamica attiva, con elementi mobili che modificano il comportamento dei flussi attorno alla carrozzeria.

I propulsori a gas freddo funzionano invece espellendo gas in pressione attraverso ugelli. La spinta nasce dalla reazione a quel getto, senza una combustione come quella dei motori a razzo utilizzati per lanciare un veicolo nello spazio. È un principio già impiegato nei sistemi di manovra spaziali, qui adattato a un’automobile.

Contenuto di XQuesto contenuto viene caricato da X, che può usare i propri cookie. Per vederlo, accetta i cookie dalle preferenze: da lì compaiono anche tutti gli altri contenuti di Instagram, TikTok, X e YouTube.Apri su X

La differenza rispetto a una normale elettrica riguarda il modo in cui la forza viene applicata. I motori trasferiscono coppia alle ruote e devono fare i conti con l’aderenza degli pneumatici; i propulsori aggiungono una spinta direttamente alla vettura. Nella configurazione Rocket, la loro distribuzione permette anche di modificarne l’assetto in aria.

Per capire quanto sia utilizzabile questa tecnologia oltre la dimostrazione serviranno informazioni su durata degli interventi, ripristino della pressione, consumi e manutenzione. Sono aspetti diversi dalla potenza dei motori, ma determinanti per sapere quante volte e in quali condizioni si possano ripetere le prestazioni mostrate.

Prestazioni e autonomia: cambiano i numeri del 2017

Durante la presentazione è stato indicato un tempo di 0,81 secondi nello 0-60 mph. È un dato comunicato nell’ambito della dimostrazione Tesla, non una misurazione indipendente. Inoltre, 60 miglia orarie equivalgono a circa 97 km/h: riportarlo come tempo nello 0-100 km/h sarebbe scorretto.

I valori annunciati per le configurazioni sono ancora più articolati: meno di 1,6 secondi nello 0-60 mph per Performance, meno di 0,9 secondi per Thrust e meno di 0,59 secondi per Rocket. Sono dichiarazioni del costruttore, da distinguere dal risultato citato durante l’evento. Un confronto serio con altre hypercar richiederà protocolli omogenei, condizioni della superficie e modalità di misurazione chiaramente documentate.

Per l’autonomia il riferimento comunicato è ora oltre 300 miglia, circa 483 km, mentre la velocità massima annunciata supera 230 mph, circa 370 km/h. L’autonomia non va presentata come un valore WLTP europeo: manca ancora un quadro completo di omologazione e specifiche per il nostro mercato.

È un cambiamento significativo rispetto al progetto del 2017, che prometteva circa 1.000 km, oltre 400 km/h e una batteria da 200 kWh. Quei numeri appartengono alla precedente impostazione della vettura e non descrivono automaticamente quella appena mostrata. La capacità definitiva del nuovo accumulatore e i dettagli di ricarica restano da chiarire.

Pubblicità

Anche il design si allontana dal prototipo rosso di allora: la carrozzeria adotta superfici più tese e una forma a cuneo, più vicina al linguaggio delle Tesla recenti. Cambia anche l’abitabilità, con due posti nelle configurazioni Performance e Thrust al posto dei quattro originariamente previsti.

Tesla Roadster
Tesla Roadster
Tesla Roadster
Tesla Roadster

Prezzo e uscita: produzione nel 2028, listino ancora assente

La nuova scadenza indicata da Tesla è il 2028 per l’inizio della produzione. Non equivale a una data di consegna per tutti i clienti, tanto meno per quelli europei. Il primo prototipo della seconda generazione era stato presentato nel novembre 2017, con arrivo inizialmente previsto per il 2020: se il nuovo programma sarà rispettato, l’avvio produttivo avverrà oltre dieci anni dopo quell’annuncio.

Le prenotazioni statunitensi richiedono 50.000 dollari per Performance e 250.000 dollari per Thrust. Sono depositi, non prezzi d’acquisto. Il listino definitivo non è stato annunciato e non è corretto recuperare i vecchi 200.000 dollari del modello base o i 250.000 dollari della Founders Series del 2017 per attribuirli alle nuove versioni. Per l’Italia restano da conoscere prezzo, disponibilità e calendario commerciale.

La Roadster occupa così un posto particolare nella strategia Tesla. Mentre Musk concentra sempre più attenzione sulla guida autonoma, questa vettura conserva il ruolo di sportiva dedicata a chi vuole guidare, con tecnologie difficili da trasferire su un modello di grande diffusione. La presentazione ha finalmente dato una forma concreta alla collaborazione con SpaceX; per chi ha versato un deposito, il passaggio decisivo sarà vedere quella stessa concretezza nel programma di produzione e nelle condizioni di acquisto.

Contenuto di YouTubeQuesto contenuto viene caricato da YouTube, che può usare i propri cookie. Per vederlo, accetta i cookie dalle preferenze: da lì compaiono anche tutti gli altri contenuti di Instagram, TikTok, X e YouTube.Apri su YouTube