In Trentino è stato inaugurato un impianto per produrre idrogeno verde

Un elettrolizzatore da 1 MW e sei impianti fotovoltaici per rifornire le imprese vicine. Il progetto è costato 9,6 milioni, di cui 7,5 arrivati dai fondi europei


In Trentino è stato inaugurato un impianto per produrre idrogeno verde

A Storo, in provincia di Trento, un’area industriale dismessa ospita un nuovo impianto per produrre idrogeno verde destinato alle imprese del territorio. Si chiama H2_Polytech, è stato inaugurato il 22 ottobre e abbina un elettrolizzatore da 1 megawatt a circa 4,7 megawatt di picco di fotovoltaico. L’idea è produrre il gas vicino alle attività che potranno utilizzarlo, con una condotta dedicata per la distribuzione.

Il progetto è promosso da Polytec Energy e BM Group Holding nell’area ex Paisoli, in Valle del Chiese. L’inaugurazione arriva dopo l’avvio operativo: secondo la Provincia autonoma di Trento, i lavori si sono conclusi il 25 giugno 2026 e l’elettrolizzatore è entrato in esercizio il 1° luglio.

Come si produce l’idrogeno verde

Il cuore dell’impianto utilizza la tecnologia a membrana a scambio protonico, o PEM. Attraverso l’elettrolisi, l’elettricità separa l’acqua in idrogeno e ossigeno. La membrana consente il passaggio dei protoni, particelle con carica positiva, e permette di ottenere i due gas separatamente.

La definizione “verde” dipende dalla provenienza rinnovabile dell’elettricità utilizzata. È il principio alla base anche dei progetti di produzione di idrogeno in mare aperto, dove l’energia può arrivare dall’eolico. A Storo la fonte scelta è il sole.

La scheda pubblicata da Polytec Energy indica una produzione di 143 tonnellate di idrogeno all’anno. È il valore annuo dichiarato dal promotore per il progetto, da distinguere dalla produzione effettivamente registrata: dall’avvio dell’elettrolizzatore non è ancora trascorso un anno.

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Sei impianti solari tra tetti e cave

L’alimentazione elettrica fa capo a sei impianti fotovoltaici distribuiti tra Storo e i comuni vicini. Secondo BM Group, i pannelli occupano coperture industriali, pensiline, una cava esaurita e un’area utilizzata per la lavorazione di materiale estrattivo e il recupero di inerti.

La potenza fotovoltaica complessiva è di circa 4,7 MWp: sono i megawatt di picco, cioè la potenza dei pannelli misurata in condizioni standard di prova. La produzione effettiva varia con l’irraggiamento solare. Il megawatt dell’elettrolizzatore indica invece la taglia elettrica della macchina che utilizza l’energia per produrre idrogeno.

La configurazione comprende collegamenti elettrici privati e connessioni alla rete pubblica. La documentazione del progetto riporta anche batterie di accumulo presso alcuni siti fotovoltaici e serbatoi per conservare l’idrogeno prodotto.

Il collegamento con le fabbriche

La Provincia indica che il gas sarà destinato anche alle attività industriali locali attraverso un idrogenodotto dedicato. La vicinanza tra produzione e consumo dovrebbe limitare la necessità di movimentare l’idrogeno, un vantaggio logistico richiamato anche dal gruppo promotore.

L’impiego industriale è uno degli ambiti su cui punta la strategia europea per l’idrogeno rinnovabile. Il gas può sostituire idrogeno di origine fossile o trovare spazio nei processi per i quali altre alternative rinnovabili risultano difficili da applicare o più costose. La sua utilità dipende quindi dal processo produttivo e dal combustibile che va a sostituire.

Nel caso di Storo, i materiali di presentazione descrivono questa destinazione industriale senza fornire un bilancio dei volumi già consegnati alle aziende utilizzatrici.

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Un investimento da 9,6 milioni

Il costo complessivo dell’opera è di circa 9,64 milioni di euro. Di questi, circa 7,5 milioni arrivano dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il contributo copre quindi circa il 78% dell’investimento, secondo gli importi pubblicati da Polytec Energy.

Il finanziamento rientra nella misura dedicata alla produzione di idrogeno in aree industriali dismesse. A Storo questo significa recuperare un sito esistente e collegare la nuova produzione energetica al tessuto manifatturiero della valle. Il costo per chilogrammo non è riportato nei materiali di presentazione: sarà un dato decisivo per capire in quali lavorazioni le imprese troveranno conveniente utilizzarlo.