Una WWDC un po' fiacca, quella di quest'anno, almeno in superficie. Nessun nuovo hardware (e ok, c'era da aspettarselo) o colpo di scena (forse anche questo?), né le accelerazioni repentine che hanno segnato le edizioni più memorabili. Ciò nonostante, la conferenza degli sviluppatori di Apple porta con sé un peso specifico che va un po' oltre le novità di iOS 27. È la conferenza del cambiamento, ma non quello massiccio che forse ci si sarebbe aspettati lato software dopo anni significativi ma timidi, bensì della strategia AI e, soprattutto, dei vertici dell'azienda. Ma andiamo con ordine.
L'ultima volta di Tim Cook
Prima ancora di parlare di feature, vale la pena fermarsi su quello che è stato, in termini simbolici, il momento più carico della giornata. Partiamo quindi dalla fine: Tim Cook ha chiuso il keynote con un breve messaggio personale, visibilmente commosso, in quello che è la sua ultima WWDC da CEO. Il passaggio di consegne è stato annunciato lo scorso aprile e da settembre Cook diventerà executive chairman, con John Ternus (attuale Senior Vice President of Hardware Engineering) come nuovo Chief Executive Officer.
È la fine di un'era lunga quindici anni, in cui Cook ha preso in mano un'azienda in lutto per la perdita del suo fondatore e si accinge ora a lasciarla al vertice della capitalizzazione mondiale, cresciuta da circa 350 miliardi a 4 trilioni di dollari. Un'eredità difficile da inquadrare in poche righe, ma anche una questione ancora pressoché irrisolta: l'intelligenza artificiale fra tutte. Non un fallimento, sia chiaro, ma un ritardo strutturale rispetto alla velocità con cui il settore si è mosso negli ultimi tre anni. E questa WWDC è, tra le altre cose, un pretesto per dimostrare che il recupero è iniziato. Forse.
Siri AI: la rifondazione dell'assistente
Il centro di gravità della WWDC26 è Siri AI, che Apple non descrive come un aggiornamento ma come una versione costruita da zero. Arriva dopo due anni di promesse mancate: nel 2024 Cupertino aveva annunciato una Siri radicalmente rinnovata, capace di ragionare sul contesto personale dell'utente, l'anno successivo erano arrivati ritardi e funzionalità dimezzate. Stavolta la differenza rispetto al passato si avverte (fortunatamente): Siri AI integra comprensione del contesto personale, conoscenza aggiornata del mondo tramite ricerche in rete, consapevolezza di ciò che è sullo schermo e capacità di agire nelle app attraverso comandi in linguaggio naturale. Si può chiedere a Siri di trovare la conferma di una prenotazione in una vecchia email, identificare le foto di un viaggio specifico in Fotocamera o abbozzare un testo nello stile abituale con cui si scrive a quel determinato destinatario.
La nuova app Siri dedicata permette di riprendere conversazioni precedenti, sincronizzate via iCloud su tutti i dispositivi. Su iPhone si apre scorrendo verso il basso dalla Dynamic Island, ora finalmente più dinamica e protagonista, su Mac è integrata in Spotlight, mentre su Apple Vision Pro sfrutta una visualizzazione spaziale in 3D. Visual Intelligence, già presente su iPhone con la modalità Siri nella fotocamera, arriva per la prima volta su iPad e Mac: su iPad è integrata nell'esperienza screenshot, mentre su Mac è accessibile via scorciatoia da tastiera. Su Vision Pro basta guardare un oggetto fisico per ottenere informazioni dall'assistente.
A muovere tutto questo c'è una scelta già copiosamente trapelata nei mesi scorsi: Apple ha siglato un accordo pluriennale con Google per utilizzare i modelli Gemini come base per i propri Apple Foundation Models, al costo stimato di circa un miliardo di dollari l'anno. Cupertino, da sempre orgogliosa della propria autonomia tecnologica, che si affida all'infrastruttura di uno dei suoi principali rivali. Secondo Bloomberg e altre fonti, il modello Gemini personalizzato conta circa 1.200 miliardi di parametri (dimensioni ben oltre quanto Apple avesse mai costruito internamente per il cloud). Siri AI non si affida più a ChatGPT per le query complesse, come annunciato in passato, e non rimanda più a fornitori AI di terze parti, a patto di ignorare che il suo motore è comunque il modello Gemini di Google.
La sua release da questo lato del cosmo è un'enorme matassa da sbrogliare: il lancio avverrà in beta, più avanti nell'anno, inizialmente solo in inglese. Nell'Unione Europea, per le consuete complessità legate al Digital Markets Act, Siri AI non sarà disponibile su iOS e iPadOS nella fase iniziale, ma solo su Mac, Apple Watch e Apple Vision Pro.
Apple Intelligence: le novità nell'ecosistema
Distribuito su tutto l'ecosistema, il resto di Apple Intelligence porta aggiornamenti meno scenografici ma concreti. In Foto debutta Spatial Reframing, che consente di ricomporre l'inquadratura di uno scatto dopo averlo preso. Image Playground si arricchisce di uno stile fotorealistico per la generazione di immagini. In Safari arriva Notify Me, che monitora le modifiche a una pagina, utile per tracciare prezzi o disponibilità di prodotti. Messaggi propone suggerimenti contestuali basati sulle conversazioni, come creare un promemoria con un solo tocco.
Sul fronte delle prestazioni, iOS 27 e iPadOS 27 portano miglioramenti misurabili: le app si aprono fino al 30% più velocemente, le foto si caricano fino al 70% più in fretta dopo lo scatto, i trasferimenti via AirDrop sono fino all'80% più rapidi. Spotlight, Foto e Mail hanno ricevuto un'esperienza di ricerca riprogettata. Su macOS Golden Gate, il nome della versione 27 del sistema desktop, interfacce storiche come barre laterali, icone colorate e toolbar vengono riallineate a un design più coerente. Il cursore in Impostazioni permette ora di personalizzare il livello di trasparenza del Liquid Glass.
Sicurezza per i minori e App Store
Tra le novità più sostanziali e forse sottovalutate nella copertura mainstream, c'è il pacchetto per la sicurezza dei minori. Apple introduce account dedicati con protezioni automatiche calibrate per fascia d'età, un Setup Assistant che permette ai genitori di selezionare le app accessibili, e Schedules per gestire l'accesso nelle diverse fasce orarie della giornata. La funzione di Sicurezza delle comunicazioni, già attiva per i contenuti di nudità, viene estesa ai contenuti violenti in foto e video scambiati via Messaggi. Apple ha contestualmente aperto un sito dedicato a genitori e tutori con risorse pratiche.
Sul fronte degli sviluppatori, l'App Store si arricchisce di una sezione Extensions dedicata che consentirà di scegliere AI di terze parti per funzionalità come Writing Tools e Image Playground, con la possibilità di impostare anche una voce alternativa a quella di Siri per le risposte generate da servizi esterni. Il modello di Siri come hub AI aperto si estende quindi anche al livello applicativo, in una direzione che dovrà convincere gli sviluppatori a integrarsi con una piattaforma ancora in rodaggio.
Privacy: l'unico terreno su cui Apple è avanti
Sul tema privacy vale aprire una parentesi separata, perché è probabilmente l'unico ambito in cui Apple Intelligence ha un vantaggio reale e strutturale rispetto agli altri player dell'AI. La nuova architettura di Siri AI si basa su Apple Foundation Models che girano in parte sul dispositivo, in parte su server tramite Private Cloud Compute. La caratteristica distintiva di quest'ultimo è che i dati personali non vengono mai memorizzati né resi accessibili a terzi (inclusa Apple stessa) e team indipendenti possono verificare questa promessa in qualsiasi momento.
Non è una novità, ma con Siri AI diventa più rilevante: l'assistente ora accede a messaggi, email, foto e dati personali in modo molto più pervasivo rispetto al passato. In un mondo digitale in cui ChatGPT, Gemini e i concorrenti operano principalmente su infrastrutture cloud con politiche di trattamento dati più opache, il modello ibrido on-device/Private Cloud Compute di Apple rimane un motivo di differenziazione più che valido e nobile. Non sarà una risposta prestazionale all'AI di OpenAI o Google, ma è una proposta diversa, più attenta e sicura e, per una parte significativa degli utenti, potrebbe essere quella che conta di più.
Il mercato non si entusiasma
Intanto il titolo Apple, che aveva aperto in rialzo di circa il 2%, è scivolato in territorio negativo durante il keynote. Gli investitori hanno reagito con cautela, segno che il mercato non vede Apple come uno dei driver principali della corsa all'AI, ma come un'azienda che beneficerà dell'intelligenza artificiale in modo indiretto, attraverso il suo ecosistema.
Le prime valutazioni indicano che le capacità di Siri AI siano comparabili a quelle di Gemini sui dispositivi Android, il che, per Apple, è un buon recupero rispetto alla situazione attuale, ma non un salto in avanti rispetto alla concorrenza.