Dopo quasi sei mesi di utilizzo quotidiano, possiamo azzardare una chiosa: il Dreame V30 fa vedere il pavimento di casa con occhi diversi. Quando si accende la prima volta la luce azzurra sulla spazzola, convinti di vivere in un ambiente dignitosamente pulito, si rimane impietriti di fronte alla quantità di polvere che si accumula su un gres all'apparenza immacolato. E allora si hanno due opzioni: o si rifanno i pavimenti, o si accetta che forse, finora, abbiamo pulito peggio di quanto pensassimo. Noi abbiamo optato per la seconda, ma partiamo dall'inizio.
La scalata di Dreame
C'è qualcosa di leggermente paradossale nel fatto che l'aspirapolvere di cui parliamo provenga da un'azienda nata appena nel 2017, praticamente ieri per i ritmi dell'industria degli elettrodomestici. Dreame ha mosso i primi passi come partner OEM per Xiaomi, per poi emanciparsi con un brand standalone a partire dal 2019. In pochi anni ha scalato il mercato con una velocità che ha pochi precedenti nel settore: secondo i dati IDC, nel 2025 ha chiuso l'anno come leader europeo nel mercato dei robot aspirapolvere per unità vendute, con una crescita del +612,3% rispetto al 2024 e una quota del 27,6% del mercato europeo. In Italia, nel primo semestre 2025, deteneva già il 37,5% del mercato dei robot aspirapolvere. Il V30, presentato a IFA 2025 di Berlino e disponibile in Italia dallo scorso settembre a 599 euro, è la sintesi più ambiziosa di questa traiettoria ed è, a tutti gli effetti, un flagship pensato per mischiare le carte con chi domina il segmento premium da decenni.

Una macchina ben costruita (e super potente)
Con i suoi 330 AW di potenza aspirante, il V30 è tra le scope elettriche senza fili più potenti attualmente sul mercato, e e qui il confronto con il grande rivale è inevitabile. Il Dyson V15 Detect, punto di riferimento storico del segmento premium, si ferma a 240 AW, mentre il più recente V15s arriva a 315 AW: il V30 li supera entrambi e, su un tappeto a pelo medio, con peli di cane e briciole annidati (classico scenario da sabato mattina), è necessario un solo passaggio per aspirare tutto. Non abbiamo mai dovuto insistere, né ripassare lo stesso punto due volte: la potenza si sente al primo colpo ed è innegabile. Quella che in Dyson è ancora oggi una prerogativa dei soli modelli più costosi, qui diventa il punto di partenza.
Il raschietto robotico che risolve un vecchio problema
A convincerci ulteriormente è il sistema GapFree AI: un braccio robotico dotato di sensori a infrarossi che si abbassa automaticamente quando rileva pareti o mobili, permettendo di aspirare a 0 mm dal bordo, così che lo sporco venga raccolto e non "sparato via". Sembra un dettaglio, ma non lo è affatto: chiunque abbia trascorso anni a fare il giro della cucina e poi inginocchiarsi a raccogliere quella striscia di sporco maledetta rimasta lungo il battiscopa capisce esattamente di cosa parliamo. Dyson, nonostante i vent'anni di esperienza e le tecnologie laser integrate sul V15, non ha ancora una risposta equivalente a questa soluzione: la luce verde del rivale inglese rivela la polvere, ma il braccio robotico di Dreame la raccoglie davvero.
La luce azzurra e l'antigroviglio
E poi c'è la luce CelesTect, utile, rivelatrice, a tratti spaventosa. Dreame dichiara che mostra fino a 16 volte più sporco rispetto alle classiche luci bianche (e ci crediamo). Detto questo, vale una nota critica che emerge con l'uso prolungato: le luci LED sono presenti solo su un lato della spazzola, il che significa che non tutto lo sporco è visibile durante la pulizia. Quando si cambia direzione e si passa "contro luce", il pavimento ripiomba nell'oscurità come con qualsiasi altra scopa. È un piccolo dettaglio, ma su un prodotto da circa 600 euro, lo stesso prezzo del Dyson V15 Detect, si nota.
C'è poi un'altra funzione salvifica: chi ha animali in casa, o capelli lunghi, sa che il momento peggiore di ogni sessione di pulizia è quello in cui bisogna smontare la spazzola e liberarla manualmente dal groviglio compatto di pelo e capelli che nel tempo si trasforma in un blob inquietante. Ecco, con questo aspirapolvere quel momento, per fortuna, non arriva mai. Il sistema TangleCut Dual Scraper integra due raschietti nella spazzola che tagliano automaticamente i capelli mentre aspira, riducendoli in pezzi e aspirandoli nel contenitore, così da non dover mai smontare la spazzola per rimuovere manualmente i residui. In questi mesi non abbiamo ancora dovuto pulirla, cosa che, a nostro avviso, vale da sola buona parte del prezzo. Dyson ha introdotto sistemi anti-groviglio già dal V15, ma l'approccio con raschietti motorizzati doppi del V30 si è rivelato più efficace nella pratica quotidiana, specialmente con i capelli lunghi.

Autonomia e tubo pieghevole
L'autonomia teorica di 90 minuti in modalità Eco è stata confermata e persino leggermente superata nei test con accessori non motorizzati. Nella quotidianità, con la spazzola principale motorizzata, si viaggia tranquillamente per 50-60 minuti reali, più che sufficienti per un appartamento di medie dimensioni e nettamente superiori ai 60 minuti dichiarati dal Dyson V15 Detect, che nella pratica si riducono spesso a 40-45 minuti con la spazzola motorizzata attiva. In modalità Turbo i consumi salgono e i minuti scendono, ma non si usa il Turbo su tutta la casa: ha senso su una macchia ostinata o su un tappeto particolarmente impegnativo. La ricarica completa si attesta intorno alle 3 ore e 45 minuti, con nessuna sorpresa spiacevole.
Il tubo si piega a 90° e si regola in quattro posizioni di lunghezza, per poter raggiungere i punti più ostinati sotto letti, divani e spazi ristretti senza doversi chinare o spostare i mobili. Ottimo, se non fosse che a volte rimane incastrato sotto il letto ed è difficile estrarlo (problema minore, ma abbastanza ricorrente da meritare una menzione).
Il rovescio della medaglia: il peso
Parliamo chiaro: il V30 pesa 2,3 kg, con il peso concentrato tutto nell'impugnatura perché l'azienda cinese ha deciso di concentrare motore, batteria e filtrazione in testa per bilanciare la spazzola. Dopo venti minuti di utilizzo, la fatica si fa sentire, ma crediamo fortemente sia piuttosto soggettivo. Nulla di invalidante per un adulto in salute, ma è una cosa che non va minimizzata, soprattutto per chi pulisce a lungo (e a fondo) e non è particolarmente forzuto.
Il serbatoio da 600 ml richiede uno svuotamento manuale con un meccanismo che impone di separare l'intero contenitore dalla macchina prima di accedere al tasto di apertura, cosa non complicata ma un po' noiosa se si arriva da soluzioni più dirette. Il contenitore, il filtro e il rullo sono comunque rimovibili e lavabili, e la batteria è sostituibile: quest'ultimo punto pesa sull'economia complessiva dell'acquisto, perché su un prodotto premium è garanzia di longevità.
Il confronto che tutti fanno
È inevitabile: a questo prezzo, il V30 si scontra direttamente con il già citato Dyson V15 Detect e in Italia si trova tra i 549 e i 649 euro a seconda della configurazione. Facendo un rapidissimo confronto, il V30 vince sui 330 AW contro i 240 del V15, vince sul sistema GapFree che Dyson semplicemente non ha, così come sull'autonomia reale. Perde, o pareggia a fatica, sull'ergonomia complessiva, sul peso e sulla qualità percepita dei materiali e dell'ecosistema che Dyson costruisce da vent'anni con una coerenza difficile da replicare in pochi anni. Ma la distanza si è assottigliata notevolmente e chi compra oggi guardando solo le specifiche tecniche e il prezzo ha tutta la ragione per scegliere Dreame.
Ne vale la pena?
Con le riserve del caso, vale sì la pena optare per questa scopa elettrica se si ha necessità di cambiare la propria o se semplicemente si vuole fare un upgrade tecnologico. Il Dreame V30 è un aspirapolvere che fa il suo mestiere con una serietà che si traduce in risultati visibili (per davvero) ogni giorno. GapFree AI e TangleCut funzionano, la luce rivelatrice-di-sporco funziona fin troppo bene, l'autonomia è reale, il tubo pieghevole è utile. Insomma, tutti elementi che, messi insieme, giustificano il posizionamento premium.
Rimangono le imperfezioni: il peso concentrato in alto, la luce LED su un solo lato, lo svuotamento non proprio immediato. Non sono difetti che compromettono l'esperienza, ma sono dettagli che a 599 euro si notano, e che Dreame farebbe bene ad affrontare nella prossima iterazione. Gli diamo comunque un bell'8.5.