Lenovo Yoga 9i 14IMH9, un buon convertibile con Intel

Schermo OLED, scocca in alluminio e penna conservano il loro appeal, ma la piattaforma Intel di prima generazione impone di valutare bene il prezzo d’acquisto


Lenovo Yoga 9i 14IMH9, un buon convertibile con Intel

Il Lenovo Yoga 9i 2-in-1 14IMH9 ha ancora diversi argomenti per farsi preferire a un portatile più recente, purché si cerchi davvero un convertibile. Lo schermo che ruota completamente, il pannello OLED e la cura dedicata all’audio rispondono a esigenze concrete: lavorare, annotare documenti e guardare un film sullo stesso dispositivo. A ottobre 2026, però, questo modello della generazione 2024 va valutato con aspettative e prezzo diversi rispetto al debutto.

Il progetto resta interessante, mentre la piattaforma Intel mostra maggiormente la sua età. Il giudizio è quindi positivo, ma condizionato: comprarlo ha senso se si sfruttano le sue particolarità e se il risparmio rispetto ai successori è consistente.

Un convertibile da usare in più modalità

La scocca in alluminio, i bordi arrotondati e lo spessore di 15,9 mm restituiscono un disegno ancora attuale. Lenovo indica un peso a partire da 1,32 kg: contenuto per un notebook di questo tipo, decisamente meno invitante quando lo si immagina come un tablet da tenere in mano a lungo.

La cerniera a 360 gradi è utile soprattutto quando si appoggia il computer. Permette di allontanare la tastiera durante un video oppure di distendere lo schermo per scrivere e disegnare. Per chi prende appunti direttamente sui documenti, la Lenovo Slim Pen offre un motivo concreto per scegliere questa formula. Se invece si lavora sempre con mouse e tastiera, il vantaggio si riduce parecchio.

La tastiera è retroilluminata e affiancata da un touchpad in vetro, ampio e molto comodo, funzionale. La webcam da 5 megapixel comprende il riconoscimento del volto e un otturatore fisico: una dotazione sensata per un computer destinato anche a riunioni e lavoro da remoto.

OLED e audio sono ancora buoni argomenti

Lo schermo da 14 pollici è uno dei motivi principali per considerare lo Yoga 9i. Il formato 16:10 offre spazio verticale utile con testi e pagine web, mentre la tecnologia OLED permette neri profondi grazie ai pixel che si spengono individualmente.

Pubblicità

Attenzione alla configurazione: Lenovo propone un 2,8K da 2.880 × 1.800 pixel a 120 Hz e un 4K da 3.840 × 2.400 pixel a 60 Hz. Per un uso misto, la prima soluzione appare più equilibrata: su questa diagonale la definizione è già elevata e la maggiore frequenza favorisce la fluidità dello scorrimento. Il 4K privilegia invece il dettaglio.

Entrambi hanno una superficie lucida e una luminosità dichiarata di 400 nit. I riflessi restano quindi un compromesso da considerare vicino alle finestre e all’aperto. Sul fronte audio, il sistema Bowers & Wilkins comprende quattro altoparlanti e sfrutta la caratteristica soundbar nella cerniera. È un elemento distintivo del progetto, anche se per valutarne volume e resa servirebbe un ascolto diretto.

Il processore si fa rispettare, l’AI convince meno

Il Core Ultra 7 155H appartiene alla prima generazione Intel Core Ultra. Per documenti, navigazione e lavoro d’ufficio rimane una piattaforma adeguata; la grafica integrata Intel Arc consente anche attività creative leggere, ma non è una ragione per scegliere questo computer al posto di una macchina dedicata al montaggio impegnativo o al gaming.

Per quanto riguarda la memoria: in Italia si trova solo la variante da 32 GB, con RAM saldata e non espandibile. Sarà anche per questo che il costo non è proprio per tutti: si parte infatti da 2130 euro circa per avere 1 TB di storage interno, si sale a poco più di 2460 euro per la configurazione con il doppio di memoria interna. E le memorie al giorno d'oggi costano care, lo sappiamo bene. 

Anche il richiamo all’intelligenza artificiale va ridimensionato. La NPU, il componente dedicato a determinate elaborazioni AI, raggiunge 11 TOPS, ossia 11.000 miliardi di operazioni al secondo. È sotto la soglia di 40 TOPS richiesta per i Copilot+ PC. Questo non impedisce di usare ChatGPT o altri servizi online, ma limita l’accesso alle funzioni locali riservate a quella categoria.

Diciamo che l'avvento dei nuovi laptop RTX Spark ha aperto una nuova direzione per il segmento, finalmente in grado di competere con i MacBook di ultima generazione senza la necessità di schede video dedicate. 

Pubblicità

Oggi conta soprattutto quanto costa

La batteria da 75 Wh e la ricarica USB-C da 65 W sono una base interessante, una giornata di lavoro lontano dalla presa è la normalità. Schermo, luminosità e carico di lavoro incidono sul risultato.

La dotazione comprende tre USB-C, due delle quali Thunderbolt 4, una USB-A e il jack audio. Mancano HDMI e lettore di schede: per collegare certi monitor o trasferire foto servirà un adattatore.

Lo Yoga 9i 14IMH9 rimane dunque una proposta valida per chi vuole scrivere anche con la penna e dà valore a schermo e costruzione. A un prezzo vicino ai modelli più recenti lo sceglieremmo difficilmente. Con uno sconto sostanzioso, soprattutto nella versione da 32 GB, conserva invece una sua logica. La cerniera convertibile deve però servire davvero: altrimenti si rischia di pagare una possibilità che resterà inutilizzata.