Per un paio d’anni il concetto di “AI PC” è rimasto legato soprattutto a una sigla, la NPU, e a una serie di funzioni intelligenti aggiunte a Windows e alle applicazioni che utilizziamo ogni giorno. A IFA 2026, Lenovo prova a guardare un po’ più avanti. L’intelligenza artificiale non deve soltanto assistere l’utente, ma iniziare a lavorare stabilmente sul dispositivo, mantenere il contesto tra più prodotti e, nei sistemi più potenti, eseguire modelli e agenti senza dover delegare continuamente il calcolo al cloud.
A Berlino il colosso cinese porta nuovi notebook Yoga per creator, due tablet Android, desktop aziendali molto compatti, monitor professionali, concept decisamente meno convenzionali e una nuova evoluzione di Lenovo Qira, l’intelligenza personale che il gruppo aveva già mostrato al CES di Las Vegas a inizio anno. Dispositivi diversi, ma costruiti attorno all'intento di rendere più continuo il passaggio tra ciò che facciamo, il dispositivo che stiamo utilizzando e l’AI che ci assiste.
Un ecosistema che prova a ricordarsi cosa stavamo facendo
La parte software è probabilmente quella che incarna meglio la nuova direzione. Qira deve conservare il contesto rilevante e permettere di riprendere un’attività da dove era stata interrotta, mentre Smart Canvas Concept sperimenta un ambiente di lavoro distribuito tra più dispositivi Lenovo. Un’idea può quindi partire da una nota scritta con la penna su un tablet e continuare successivamente su un PC senza dover ricostruire manualmente il lavoro.
Anche i nuovi Yoga Tab Plus Gen 2 e Yoga Tab Gen 2 seguono quest'impostazione: supportano penna, voce, immagini e touch e integrano strumenti per trascrizione, appunti e creazione assistita dall’AI. Il modello Plus utilizza Snapdragon 8 Elite e un display PureSight Pro 4K da 13 pollici, mentre Yoga Tab Gen 2 scende a 11 pollici e 480 grammi con MediaTek Dimensity 9500s. Lenovo promette per entrambi sette aggiornamenti di Android, fino ad Android 24, e aggiornamenti di sicurezza fino al 2033, con listini che partono rispettivamente da 849 e 649 euro.
Nei nuovi Yoga cambia soprattutto ciò che c’è sotto
I due Yoga da tenere d’occhio sono però il Pro 9n da 15 pollici e il 9n 2-in-1 da 16 pollici. Il motivo è RTX Spark, il nuovo chip che Nvidia ha sviluppato per una generazione di PC Windows molto più attrezzata sul fronte dell’AI. Dentro ci sono una CPU Grace, una GPU RTX Blackwell e fino a 128 GB di memoria unificata. È soprattutto quest’ultimo dato a cambiare parecchio le possibilità di una macchina portatile: molti modelli AI occupano decine di gigabyte e sulle GPU tradizionali la memoria disponibile finisce in fretta. Nvidia parla di modelli fino a 120 miliardi di parametri eseguiti in locale, oltre a generazione video 4K e progetti 3D da oltre 90 GB. Sono ovviamente numeri del produttore, ma rendono bene l’idea di dove vuole andare Spark.
Lenovo lo porta sul Yoga Pro 9n con fino a 128 GB di memoria a 9.400 MT/s, mentre il Yoga 9n 2-in-1 arriva a 64 GB. E gli esempi scelti non sono casuali: ComfyUI, FLUX e LTX per la generazione di immagini e video, Premiere Pro per il lavoro creativo più tradizionale. Significa poter tenere sul portatile una parte di quei carichi che oggi, molto spesso, finiscono su una workstation più grossa o direttamente nel cloud. È probabilmente questo il passaggio più interessante dei nuovi Yoga: Spark porta per la prima volta questo tipo di hardware dentro macchine che, per dimensioni e impostazione, restano notebook da usare tutti i giorni.
Un PC da creator che vuole fare anche da workstation AI
Yoga Pro 9n è il modello che porta questa idea più vicino a una workstation mobile. Oltre ai 128 GB di memoria unificata utilizza il sistema termico Lenovo X Power, un display PureSight Pro OLED e un Force Pad aptico compatibile con la penna. Yoga 9n 2-in-1 aggiunge invece la cerniera a 360 gradi e una soluzione piuttosto particolare: la Yoga Pen Gen 2 può essere utilizzata sia sul display OLED sia sul Force Pad, trasformando anche quest’ultimo in una superficie di input per disegno ed editing.
La stessa ricerca di maggiore capacità di calcolo locale compare sul fronte business. Il nuovo ThinkCentre X Ultra racchiude processori fino ad AMD Ryzen AI Max+ PRO 495 e 128 GB di memoria unificata in appena 1,6 litri. Lenovo prevede persino la possibilità di collegare fino a quattro unità in cluster, aumentando memoria e capacità di elaborazione per modelli AI più grandi e workflow con più agenti. Sarà disponibile da novembre a partire da 3.100 euro.
L’AI PC entra nella sua seconda fase
IFA 2026 lascia quindi intravedere una fase diversa da quella dei primi Copilot+ PC, dove la NPU resta importante, ma per creator e sviluppatori il confronto si sta spostando verso macchine capaci di eseguire realmente workload AI impegnativi, con molta memoria, accelerazione dedicata e software in grado di sfruttarla.
Lenovo sembra così voler presidiare entrambi i lati del mercato: da una parte dispositivi leggeri in cui Qira e le funzioni AI accompagnano le attività quotidiane, dall’altra sistemi come i nuovi Yoga con RTX Spark, che provano a portare una parte del lavoro oggi affidato al cloud direttamente sulla scrivania. Resta da capire quanto costerà questa seconda strada: per Yoga Pro 9n e Yoga 9n 2-in-1 prezzo e disponibilità non sono ancora stati comunicati. E sarà proprio il prezzo a dirci quanto rapidamente questa nuova categoria di PC potrà uscire dalla nicchia di sviluppatori e creator professionali.