Anthropic lancia Claude Fable 5.1 e Mythos 5.1: cosa cambia

Fable 5.1 e Mythos 5.1 condividono lo stesso modello, ma non le stesse protezioni. Anthropic promette più efficienza e risultati migliori nella ricerca


Anthropic lancia Claude Fable 5.1 e Mythos 5.1: cosa cambia

Anthropic ha presentato Claude Fable 5.1 e Claude Mythos 5.1, nuova generazione dei suoi modelli più avanzati per programmazione, lavoro professionale e ricerca scientifica. La particolarità è che, tecnicamente, non sono due modelli diversi: secondo l’azienda condividono lo stesso modello di base. A cambiare sono soprattutto le protezioni e le condizioni di accesso.

Fable 5.1 è la versione destinata all’uso generale ed è disponibile da oggi su Claude, API e principali piattaforme cloud. Mythos 5.1 mantiene invece protezioni più permissive in alcuni ambiti sensibili, soprattutto cybersecurity e scienze della vita, e per questo resta accessibile soltanto a organizzazioni e professionisti verificati. È un’evoluzione diretta di Fable 5 e Mythos 5, presentati a giugno.

Più forte nei compiti lunghi

Nei benchmark pubblicati da Anthropic, Fable 5.1 migliora soprattutto nei lavori che richiedono molti passaggi e l’uso autonomo di strumenti. Su Terminal Bench Science 0.1 ottiene il 52,6%, contro il 24,7% di Fable 5. Su AutomationBench passa invece dal 17,1% al 31,4%.

Sono risultati forniti dal produttore e non vanno letti come una classifica definitiva. Il dato più interessante è però la direzione: Anthropic ha ottimizzato il modello per lavorare più a lungo senza perdere il contesto, verificare il proprio lavoro e utilizzare browser, terminali e altri strumenti nello stesso compito. Con livelli di “effort” bassi o medi, l’azienda sostiene inoltre che Fable 5.1 possa raggiungere risultati simili o migliori rispetto al predecessore usando meno risorse.

Anthropic benchmark Fable 5.1
Benchmark Fable 5.1

Il costo scende soprattutto per gli agenti

Il prezzo base dell’API non cambia: 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 dollari per milione di token in uscita. La novità riguarda le cache reads, cioè la rilettura di parti di contesto che il modello ha già elaborato e conservato. Ora costano 0,25 dollari per milione di token, il 75% in meno.

Secondo Anthropic, questo porta a una riduzione media del costo complessivo di circa il 25% nei carichi tipici e fino al 45% nei compiti più agentici, dove il modello continua a riutilizzare grandi quantità di contesto mentre lavora con strumenti e file. È un dettaglio tecnico che può incidere molto su sessioni di coding lunghe, analisi di documenti e agenti che lavorano per ore.

Dalle proteine alla mappa di Venere

La parte più insolita dell’annuncio riguarda la ricerca scientifica. Anthropic afferma di aver utilizzato Mythos 5.1 per progettare molecole capaci di legarsi a specifici bersagli biologici. Su tre target, i binder prodotti dal modello avrebbero raggiunto affinità fino a dieci volte superiori rispetto ai migliori progetti presentati in alcune competizioni di Adaptyv Bio. Il tasso di successo dichiarato è vicino al 50% su 12 target, contro valori tipici indicati dall’azienda tra il 10 e il 15%.

Fable 5.1 è stato invece impiegato per ricostruire una nuova mappa altimetrica di circa un terzo di Venere partendo dai dati radar della missione Magellan della NASA. Secondo Anthropic, la nuova elaborazione consente di distinguere dettagli nell’ordine di 2 o 3 chilometri, contro i circa 10 o 20 chilometri precedenti, con stime dell’altezza fino al 25% più accurate. La mappa è stata resa disponibile con licenza Creative Commons in vista delle future missioni VERITAS della NASA ed EnVision dell’Agenzia Spaziale Europea.

Sono risultati che richiederanno verifiche indipendenti, ma mostrano dove Anthropic vuole portare questi modelli: non soltanto chatbot e assistenti di programmazione, ma strumenti capaci di entrare direttamente nei flussi di ricerca.

Mythos resta sotto controllo

Mythos 5.1 non sarà disponibile liberamente. Il modello può essere usato con protezioni ridotte da soggetti verificati attraverso programmi dedicati alla cybersecurity e alle scienze della vita. Al momento l’accesso riguarda un gruppo di organizzazioni statunitensi, con l’obiettivo dichiarato di estenderlo in seguito anche a partner internazionali. È la stessa cautela che avevamo già visto con Claude Mythos e i rischi legati alla sicurezza informatica.

Fable 5.1, al contrario, è disponibile da subito su Claude, API, Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure. Anthropic afferma inoltre di aver ridotto di circa il 60% gli interventi errati dei filtri di cybersecurity, permettendo al modello di individuare vulnerabilità software a scopo difensivo. Attività più sensibili, come lo sviluppo di exploit, restano invece limitate.

Il vero salto di Fable 5.1 sembra quindi meno legato alla singola risposta “più intelligente” e più alla capacità di lavorare a lungo, usare strumenti e mantenere costi sostenibili. È su questo terreno che la competizione tra i modelli di frontiera si sta spostando rapidamente.