Il 9 settembre arrivano i nuovi iPhone: cosa sappiamo finora

Dall’iPhone pieghevole ai nuovi Pro, fino al possibile rinvio del modello base: ecco cosa aspettarsi dal prossimo keynote


Il 9 settembre arrivano i nuovi iPhone: cosa sappiamo finora

Immagine creata dall'AI

Il prossimo evento Apple ha una data, mercoledì 9 settembre, e un nome, “Surprise and Shine”. Comincerà alle 10.00 del mattino in California, le 19.00 in Italia, normale amministrazione per il keynote che da anni scandisce l’autunno tecnologico. Stavolta, come suggerisce il titolo, potrebbe però esserci ben poco di ordinario (e qualche sorpresa).

Da mesi le indiscrezioni indicano il 2026 come l’anno del primo iPhone pieghevole, un progetto con cui Apple entrerebbe molto tardi in una categoria già esplorata da Samsung, Google, Honor, Motorola e altri produttori cinesi. E non sarebbe l’unica rottura con il passato: a settembre potrebbero arrivare soltanto gli iPhone più costosi, lasciando il modello standard alla primavera successiva. Il tutto pochi giorni dopo un passaggio di consegne che Apple ha già ufficializzato: dal primo settembre John Ternus sarà CEO al posto di Tim Cook, che resterà in azienda come Executive Chairman.

Il primo iPhone pieghevole

Dopo anni di brevetti, prototipi e indiscrezioni, Apple sarebbe finalmente pronta a entrare nel mercato dei pieghevoli con un modello completamente nuovo, diverso per formato, posizionamento e probabilmente anche per prezzo da qualsiasi iPhone visto finora.

Nelle ricostruzioni delle ultime settimane compare spesso il nome “iPhone Ultra”, ma Cupertino non ha naturalmente confermato né l’esistenza del dispositivo né la denominazione con cui potrebbe arrivare sul mercato.

Sul form factor, invece, le indiscrezioni parlano di un pieghevole a libro, con uno schermo esterno intorno ai 5,5 pollici e un pannello interno vicino ai 7,8, che una volta aperto avrebbe quindi dimensioni sufficienti per avvicinarsi a un piccolo iPad. Per contenere lo spessore Apple avrebbe rinunciato a Face ID in favore del Touch ID nel pulsante laterale, una scelta insolita per un iPhone di fascia così alta. Sono attese anche due sole fotocamere posteriori.

L’aspetto su cui Apple avrebbe lavorato più a lungo è però quello che continua a tradire gran parte dei foldable da aperti: la piega al centro dello schermo. Le ricostruzioni della filiera parlano di vetro ultrasottile e di una cerniera che potrebbe utilizzare una lega di metallo liquido, tecnologia su cui Apple lavora in varie forme da oltre quindici anni. 

Anche il prezzo rischia di essere fuori scala persino per Apple: le stime partono da circa 2.000 dollari e in alcuni casi arrivano a 2.500. Le quantità iniziali potrebbero inoltre essere limitate, con la possibilità che tra la presentazione e l’effettiva disponibilità trascorrano alcune settimane.

iPhone 18 Pro cambia più dentro che fuori

Se il pieghevole è destinato a prendersi la scena, iPhone 18 Pro e Pro Max dovrebbero seguire una strada molto più conservativa. Non sono infatti attesi grandi cambiamenti nella forma rispetto ai 17 Pro, salvo alcune novità concentrate sotto la scocca.

La principale è il nuovo A20 Pro, destinato secondo più fonti a diventare il primo processore per iPhone realizzato con il processo produttivo a 2 nanometri di TSMC, il produttore taiwanese a cui Apple affida la fabbricazione dei chip progettati a Cupertino. TSMC stima per il nodo N2 un guadagno fino al 15% in velocità oppure una riduzione dei consumi fino al 30% rispetto alla precedente generazione a 3 nanometri, ma quanto di questo margine finirà davvero nell’A20 Pro dipenderà dal modo in cui Apple progetterà il chip.

Tra le altre novità più accreditate ci sono una Dynamic Island più piccola, il modem C2 sviluppato internamente da Apple e soprattutto una fotocamera principale con apertura variabile, capace di modificare fisicamente l’apertura dell’obiettivo in base alla scena. Non è ancora chiaro, però, se quest’ultima funzione sarà disponibile su entrambi i Pro o soltanto sul Pro Max.

Memorie più care anche per Apple

Per iPhone 18 Pro, Pro Max e il pieghevole si parla di 12 GB di RAM. Più incerta la dotazione dei modelli attesi nella primavera del 2027: l’analista Ming-Chi Kuo indica 9 GB per iPhone 18 e 18e, mentre altre ricostruzioni attribuiscono 12 GB al modello standard. Apple si troverebbe quindi a confermare una dotazione elevata di RAM sui modelli più costosi proprio mentre il prezzo delle memorie continua a salire.

La domanda dei data center per l’intelligenza artificiale sta infatti assorbendo una parte crescente della capacità produttiva destinata alle memorie, con ricadute anche sui componenti utilizzati da smartphone e computer. TrendForce prevede per le memorie mobili un ulteriore rincaro dell’8-13% nel terzo trimestre del 2026 e, su volumi come quelli dell’iPhone, anche pochi dollari in più per dispositivo finiscono per avere un peso rilevante sui costi di produzione. Apple può assorbirne una parte riducendo i margini, ma i recenti aumenti applicati a Mac e iPad mostrano che almeno una quota di questi rincari sta già arrivando sui listini.

Sul fronte dello storage, invece, il taglio di partenza potrebbe restare invariato, nonostante negli ultimi quindici anni Apple abbia progressivamente spinto verso l’alto la capacità massima degli iPhone. Dai 32 GB di iPhone 4 si è passati ai 128 GB con iPhone 6, ai 256 GB con iPhone 7, poi al terabyte di iPhone 13 Pro e infine ai 2 TB di iPhone 17 Pro Max. Per iPhone 18 Pro, però, le indiscrezioni indicano ancora 256 GB come configurazione iniziale, esattamente come sull’attuale 17 Pro: una scelta che assumerebbe un peso diverso proprio in un anno in cui il costo delle memorie è tornato a essere una variabile importante nella costruzione dei listini.

L'iPhone base potrebbe slittare

Il keynote del 9 settembre potrebbe essere diverso dal solito per un altro motivo: secondo indiscrezioni che circolano ormai da più di un anno, Apple starebbe pensando di dividere per la prima volta il calendario degli iPhone in due finestre distinte, portando in autunno iPhone 18 Pro, Pro Max e il pieghevole e rimandando invece iPhone 18 e iPhone 18e alla primavera del 2027, probabilmente insieme alla seconda generazione di iPhone Air.

Se così fosse, sarebbe un grandissimo cambiamento per un'azienda che ha costruito per anni il mese di settembre attorno al rinnovo quasi simultaneo dell’intera gamma, con però una logica ben precisa dietro: distribuire i lanci su più mesi permetterebbe ad Apple di diluire la produzione, alleggerire la pressione sulla filiera e gestire con più margine una famiglia di prodotti diventata nel frattempo più ampia e più complessa, soprattutto in una fase in cui componenti e memorie costano di più. 

Non solo iPhone

Il 9 settembre dovrebbe esserci spazio anche per Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 4, con nuovo chip, possibili miglioramenti all’autonomia e nuove funzioni per salute e fitness. Per Ultra 4 si parla inoltre di un ampliamento delle funzioni via satellite, comprese Mappe e alcune capacità aggiuntive di Messaggi.

Sono attesi anche gli AirPods 5, nuovamente in due versioni con e senza cancellazione attiva del rumore (riferimenti a entrambi i modelli sono già comparsi nel codice di macOS 26.7). Più incerto il debutto dei prodotti per la casa su cui Apple lavora da tempo, tra un nuovo HomePod mini, Apple TV e il primo hub domestico con display.

Il keynote potrà essere seguito gratuitamente in streaming sul sito di Apple, tramite l’app Apple TV e su YouTube.