Tesla Roadster, cosa sappiamo e come seguire l’evento in Texas

Il debutto è fissato alle 2:55 italiane del 16 ottobre. La possibile versione capace di sollevarsi da terra non risolve le incognite su produzione e consegne


Tesla Roadster, cosa sappiamo e come seguire l’evento in Texas

La Tesla Roadster torna a un appuntamento ufficiale quasi nove anni dopo la prima presentazione, con una domanda che nel frattempo è diventata più interessante dei suoi tempi di accelerazione: quale parte delle promesse di Elon Musk arriverà davvero su un’auto acquistabile? L’evento è fissato per la sera del 15 ottobre in Texas, quando in Italia saranno già le 2:55 di venerdì 16 ottobre, e dovrebbe chiarire quanto è cambiata la seconda generazione della sportiva elettrica.

L’attenzione si concentra soprattutto sulla collaborazione con SpaceX e sui propulsori che, secondo le anticipazioni, potrebbero consentire a una versione speciale di sollevarsi da terra. Ma per chi aspetta la Roadster dal 2017 contano anche risposte molto più concrete: prezzo, autonomia, configurazione definitiva e inizio delle consegne. Alla vigilia della presentazione, diversi numeri ancora associati al modello appartengono al progetto originario e non possono essere trasferiti automaticamente alla nuova vettura.

Tesla Roadster: quando si presenta e dove seguire l’evento

Tesla ha annunciato una diretta sui propri canali per le 19:55 del Texas, corrispondenti alle 2:55 italiane del giorno successivo. L’appuntamento era inizialmente previsto per il 1° ottobre, ma è stato spostato di due settimane per le condizioni meteorologiche previste. Musk ha indicato in particolare il vento tra le ragioni del rinvio.

Secondo le ricostruzioni pubblicate alla vigilia, la dimostrazione si terrà nell’area del sito di test SpaceX di McGregor, vicino a Waco. La necessità di svolgere l’evento all’aperto ha alimentato le ipotesi sulle capacità della vettura, ma non basta, da sola, a confermare un decollo: il programma effettivo e le condizioni della prova restano da conoscere.

È soprattutto importante distinguere presentazione, dimostrazione e avvio della produzione. Mostrare un prototipo funzionante, anche con prestazioni eccezionali, non equivale ad avere un modello pronto per essere costruito e consegnato. Nel caso della Roadster la distinzione pesa più del solito, perché il primo esemplare del nuovo progetto era già stato mostrato al pubblico nel novembre 2017, insieme al camion elettrico Semi.

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Dal 2017 a oggi: cosa prometteva la nuova Roadster

Il programma iniziale indicava il 2020 come anno di arrivo. Quella scadenza è stata superata senza l’avvio delle consegne, mentre negli anni successivi si sono accumulati nuovi obiettivi e rinvii. Anche nel 2026 l’attesa è proseguita prima di arrivare alla data di ottobre. Per questo il debutto attuale va letto come una nuova presentazione di un progetto dalla gestazione molto lunga.

Il nome riprende quello della prima automobile Tesla, commercializzata dal 2008 e sviluppata su una base Lotus. La seconda generazione avrebbe dovuto portare quel ruolo di sportiva simbolo del marchio su un livello diverso: accelerazione da hypercar, maggiore versatilità e un’autonomia dichiarata fuori scala rispetto alle elettriche dell’epoca.

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Il prototipo prevedeva quattro posti e un tetto in vetro rimovibile. La comunicazione europea indicava uno 0-100 km/h in 2,1 secondi, mentre quella americana parlava di 1,9 secondi nello 0-60 mph. Sono due misure diverse: 60 miglia orarie corrispondono a circa 97 km/h. Confonderle porta ad attribuire alla vettura un dato che Tesla non aveva espresso in quei termini.

Anche i 1.000 km di autonomia e la velocità superiore a 400 km/h vanno trattati come obiettivi dichiarati del progetto precedente. Non costituiscono una prova su strada né, nel caso dell’autonomia, un risultato WLTP verificato per il modello che sarà presentato nel 2026.

Tesla Roadster: i riferimenti del progetto originario, da verificare dopo l’evento
Voce Dato annunciato Come leggerlo
Accelerazione 0-100 km/h 2,1 s Obiettivo comunicato per il progetto precedente
Accelerazione 0-60 mph 1,9 s Misura americana, diversa dallo 0-100 km/h
Velocità massima Oltre 400 km/h Valore dichiarato, non una nostra misurazione
Autonomia 1.000 km Promessa originaria, non un dato WLTP confermato per la nuova auto
Batteria 200 kWh Capacità annunciata nel 2017, da riconfermare
Prezzo base negli Stati Uniti 200.000 dollari Prezzo annunciato nel 2017, non listino definitivo 2026
Founders Series 250.000 dollari Prezzo storico della serie speciale

I propulsori SpaceX e l’ipotesi dell’auto volante

La parte più discussa riguarda il cosiddetto SpaceX package. Musk ne parla da anni come di un sistema di piccoli propulsori aggiuntivi, destinati ad aiutare la vettura in accelerazione e nelle manovre. Da qui è nata anche l’ipotesi che la Roadster possa staccarsi dal suolo.

Il principio dei propulsori a gas freddo è relativamente semplice: un gas immagazzinato sotto pressione viene espulso attraverso un ugello e genera una spinta nella direzione opposta. Non serve una combustione, a differenza di quanto avviene nei motori a razzo più familiari al grande pubblico. È una tecnologia utilizzata anche in ambito spaziale per controllare l’orientamento dei veicoli.

Su un’automobile aggiungerebbe una forza che non dipende soltanto dalla capacità degli pneumatici di trasferire coppia all’asfalto. Per valutarne l’utilità, però, bisogna conoscere durata della spinta, quantità di gas disponibile, tempi di ripristino e condizioni d’impiego. Una singola accelerazione dimostrativa non chiarisce quanto spesso il sistema possa essere utilizzato.

Come avevamo raccontato nelle anticipazioni sulle due possibili versioni della Tesla Roadster, un report di The Information prospettava una variante stradale e un modello sperimentale più estremo, capace di sollevarsi da terra. Resta un’indiscrezione da verificare durante l’evento. Anche un eventuale breve sollevamento non basterebbe a definire la Roadster un mezzo utilizzabile per spostarsi in volo: occorrerà capire cosa Tesla dimostrerà e quale prodotto intenderà vendere.

Batteria, design e prestazioni: il mercato è cambiato

Nel 2017 era stata annunciata una batteria da 200 kWh, associata alla promessa di circa 1.000 km con una ricarica. La capacità definitiva resta uno dei punti da chiarire, insieme a peso, ingombri e potenza di ricarica. Su una sportiva, accumulare più energia comporta anche un compromesso con la massa da accelerare, frenare e gestire in curva: il dato sull’autonomia, isolato dal resto, racconta soltanto una parte del progetto.

Intanto le hypercar elettriche hanno alzato il livello. Nel luglio 2025 Rimac ha comunicato per la Nevera R uno 0-100 km/h in 1,72 secondi e una velocità massima di 431,45 km/h, nell’ambito di prove verificate da Dewesoft. Il confronto diretto richiede condizioni e protocolli omogenei, ma mostra perché oggi le promesse originarie della Roadster non bastino più ad assicurarle un primato.

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Anche l’aspetto potrebbe essere diverso dal prototipo rosso diventato familiare in questi anni. I teaser suggeriscono un frontale aggiornato, mentre Quattroruote segnala documenti brevettuali su un’ala posteriore mobile e sistemi di ventilazione per aumentare l’aderenza. Un brevetto descrive una soluzione tecnica, ma non dimostra che sarà montata sulla vettura di serie: per capire quali elementi siano effettivamente entrati nel progetto serve la presentazione completa.

Prezzo e uscita: le risposte che mancano

Il prezzo definitivo della nuova Tesla Roadster non è ancora confermato. I 200.000 dollari della versione base e i 250.000 dollari della Founders Series sono i riferimenti annunciati nel 2017. Riportarli come listino attuale significherebbe ignorare quasi nove anni di sviluppo e la possibilità che Tesla presenti configurazioni profondamente diverse.

Le prenotazioni statunitensi prevedono un deposito complessivo di 50.000 dollari, secondo le condizioni riportate alla vigilia dell’evento. Anche questo importo va distinto dal prezzo d’acquisto e non consente di dedurre il futuro costo italiano. Restano da chiarire disponibilità europea, eventuale versione SpaceX e calendario delle consegne.

La presentazione dovrà quindi permettere di separare ciò che Tesla può mostrare oggi da ciò che sarà disponibile per i clienti. Dopo un’attesa così lunga, una data di produzione accompagnata da specifiche definitive avrebbe un valore concreto soprattutto per chi ha prenotato la Roadster quando il 2020 sembrava ancora una scadenza credibile.