Autostrade senza caselli: dove il free flow è già attivo

In Italia il pedaggio senza barriere resta limitato a poche reti. Chi non usa il telepedaggio deve però ricordarsi di pagare entro 15 giorni dal transito


Autostrade senza caselli: dove il free flow è già attivo

In alcune autostrade italiane il casello sta già sparendo. Al suo posto ci sono portali sospesi sopra la carreggiata che leggono la targa, riconoscono l’eventuale dispositivo di telepedaggio e calcolano automaticamente quanto deve pagare il veicolo. È il sistema free flow, cioè il pedaggio senza barriere fisiche.

Non significa però che l’Italia stia per eliminare i caselli dall’intera rete autostradale. Oggi il free flow resta concentrato su alcune infrastrutture del Nord, soprattutto in Lombardia e Piemonte. La novità è che negli ultimi due anni il sistema si è allargato: alla Pedemontana Lombarda, che lo utilizza fin dall’apertura, si sono aggiunte nuove tratte della A33 Asti-Cuneo e, dal marzo 2026, il raccordo Ospitaletto-Montichiari nel Bresciano.

Come funziona il pedaggio senza caselli

Il principio è semplice. Invece di obbligare le auto a rallentare e incanalarsi verso una barriera, il free flow usa portali installati sopra tutte le corsie. Telecamere e sensori identificano il veicolo mentre passa a velocità normale e ne determinano la classe. Se a bordo c’è un dispositivo di telepedaggio compatibile, il sistema lo riconosce e l’addebito avviene automaticamente.

Se il dispositivo non c’è, entra in gioco la targa. Le telecamere la leggono e il gestore associa a quel veicolo i portali attraversati e quindi il tratto percorso. È così che viene calcolato il pedaggio. Il vantaggio più evidente è la scomparsa delle code provocate dalle barriere, insieme alle frenate e alle ripartenze concentrate nei pressi dei caselli. Secondo Autostrada Pedemontana Lombarda, questo permette anche di ridurre consumi ed emissioni legati alle soste.

Dove è già attivo in Italia

Il caso più maturo è proprio la Pedemontana Lombarda. Il free flow è utilizzato sull’intera rete in esercizio gestita dalla concessionaria, quindi sulla A36, sulla Tangenziale di Como A59 e sulla Tangenziale di Varese A60. La società indica oggi circa 30,2 km realizzati della A36, oltre a circa 4,3 km della A59 e 7 km della A60. Il progetto complessivo della Pedemontana è però molto più esteso e diverse tratte devono ancora essere completate.

Dal 1° settembre 2024 il sistema è entrato in funzione anche sulla A33 Asti-Cuneo. Qui bisogna fare una distinzione importante: il free flow interessa il tronco orientale tra l’area di Asti, Alba, Cherasco e Bra-Marene, mentre il tronco tra Cuneo e l’interconnessione con la A6 mantiene ancora un sistema di esazione tradizionale. Nel 2026 il sistema è stato esteso alle nuove tratte completate tra Roddi, Alba Ovest e Cherasco.

Dal 1° marzo 2026 è attivo anche sul raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari, noto come Corda Molle, in provincia di Brescia. Autovia Padana utilizza dieci portali in linea per rilevare i transiti senza obbligare i veicoli a fermarsi.

Il punto critico è ricordarsi di pagare

Free flow non significa autostrada gratuita. Per chi usa il telepedaggio cambia poco, perché il pagamento resta automatico. Chi viaggia senza dispositivo deve invece saldare il transito successivamente attraverso i canali messi a disposizione dal gestore.

Sia sulla A33 sia sul raccordo Ospitaletto-Montichiari il termine indicato è di 15 giorni dal passaggio. I transiti possono comparire sulle piattaforme online entro le 24 ore successive. Anche Pedemontana Lombarda prevede 15 giorni naturali e consecutivi per regolarizzare il pedaggio.

Meno caselli, ma più responsabilità per chi guida

Il free flow elimina un collo di bottiglia fisico, ma sposta parte della gestione del pedaggio sull’automobilista. Se non c’è un addebito automatico bisogna sapere quale concessionario gestisce la strada, controllare il transito e pagare entro i termini previsti. In caso contrario possono partire solleciti, costi di recupero e le sanzioni previste dall’articolo 176 del Codice della strada.

È probabilmente questo il passaggio più delicato se il modello dovesse diffondersi su una parte più ampia della rete italiana. Togliere le sbarre rende il viaggio più fluido. Perché il sistema sia davvero più semplice, però, il pagamento dovrà diventare altrettanto trasparente e immediato per chi non usa un dispositivo di telepedaggio.