Quando ne avevamo parlato lo scorso anno, Quaise Energy aveva una tecnologia molto ambiziosa e un test decisivo ancora da affrontare. La startup nata dal MIT voleva dimostrare di poter attraversare il granito usando onde millimetriche, invece di affidarsi soltanto alle trivelle meccaniche.
Quel passaggio ora è stato completato. Quaise afferma di aver perforato oltre 100 metri di granito in condizioni reali nel suo sito in Texas e sta lavorando per avvicinarsi a un chilometro di profondità. Il risultato è ancora lontano dai pozzi ultraprofondi immaginati dall’azienda, ma basta per aprire una nuova fase: lo sviluppo di quello che Quaise presenta come il primo impianto commerciale di geotermia superhot.
Project Obsidian parte dall’Oregon
Il progetto si chiama Project Obsidian e sorgerà nell’Oregon centrale. La prima fase prevede una centrale geotermica da 50 MW, progettata per produrre energia in modo continuo ed entrare in funzione entro il 2030. In seguito la capacità potrebbe crescere di altri 200 MW, fino a un totale di 250 MW.
Quaise inizierà combinando perforazione convenzionale e tecnologie geotermiche avanzate. Il primo pozzo di prova dovrebbe essere scavato già nel luglio 2026, mentre le onde millimetriche saranno introdotte successivamente per raggiungere rocce più profonde e calde. L’obiettivo dichiarato è superare i 300 °C e, nelle fasi più avanzate, avvicinarsi a circa 450 °C.
Come funzionano le onde millimetriche
La tecnologia deriva dalla ricerca sulla fusione nucleare. I girotroni, dispositivi normalmente utilizzati per generare fasci elettromagnetici ad alta frequenza, vengono impiegati da Quaise per vaporizzare la roccia. Il materiale viene poi riportato in superficie attraverso un flusso di gas.
L’idea è superare uno dei limiti delle trivelle tradizionali, che a profondità e temperature elevate diventano più lente, costose e soggette a usura. Accedere a rocce molto più calde permetterebbe inoltre di ottenere più energia da ogni pozzo e di portare la geotermia in molte più aree rispetto a oggi. Secondo Quaise, un pozzo superhot potrebbe produrre da cinque a dieci volte più elettricità rispetto a uno convenzionale.
Un finanziamento importante, ma non definitivo
Per sviluppare Project Obsidian, Quaise ha raccolto 134 milioni di dollari nel primo closing della Serie B, portando il totale ottenuto finora a 230 milioni. Il round è stato guidato da Prelude Ventures e ha coinvolto anche i gruppi energetici giapponesi JERA e Idemitsu Kosan.
I fondi segnano un cambio di scala, ma non chiudono il capitolo finanziario. La società sta cercando altri 100 milioni tra debito e contributi pubblici per il progetto. Ha inoltre firmato un accordo di acquisto dell’energia per i primi 50 MW con un cliente non ancora comunicato.
Project Obsidian sarà quindi il test più importante per Quaise: dovrà dimostrare che una tecnologia già provata per 100 metri può funzionare a profondità molto maggiori, con costi e affidabilità compatibili con una vera centrale elettrica.