Consumi elettrici in Italia, il caldo porta agosto al record: +16,5%

Il fotovoltaico produce oltre metà dell’elettricità rinnovabile del mese. Ma con i consumi in forte aumento cresce il ricorso al termoelettrico e all’estero


Consumi elettrici in Italia, il caldo porta agosto al record: +16,5%

Il fotovoltaico italiano produce sempre di più, ma ad agosto non è bastato a far crescere anche il contributo complessivo delle rinnovabili. Nel frattempo, il caldo ha spinto i consumi elettrici di agosto 2026 al massimo mai registrato per questo mese: 28,9 miliardi di chilowattora, il 16,5% in più rispetto a un anno prima. È il quadro che emerge dai dati pubblicati da Terna.

Le fonti rinnovabili hanno fornito circa 12 miliardi di kWh, coprendo il 41,4% della domanda. Il solare, da solo, ne ha prodotti 6,2 miliardi, oltre la metà del totale rinnovabile. Per capire perché questa crescita non abbia tenuto il passo dei consumi bisogna però guardare anche alle altre fonti e a cosa è successo nelle ore senza sole.

Il caldo pesa anche di notte

Secondo Terna, la temperatura media del mese è stata superiore di 2,6 °C rispetto ad agosto 2025 e di 3 °C rispetto alla media del decennio. Di notte lo scarto rispetto all’anno precedente ha raggiunto in media 5 °C, prolungando l’utilizzo dei sistemi di raffrescamento anche dopo il tramonto.

Sul confronto pesa inoltre un giorno lavorativo in più. Correggendo i dati per temperatura e calendario, l’aumento della domanda scende dal 16,5% al 5,9%: resta una crescita significativa, ma molto più contenuta. Attribuire tutto il balzo ai climatizzatori sarebbe quindi una semplificazione, così come leggerlo interamente come un segnale di maggiore attività economica.

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Il confronto parte, peraltro, da un agosto relativamente debole. Nel bilancio pubblicato per agosto 2025, Terna registrava consumi in calo dell’8,9% sul 2024, con temperature più basse e un giorno lavorativo in meno. Il rimbalzo del 2026 va letto anche alla luce di quella base di partenza.

Il solare cresce, acqua e vento arretrano

La produzione fotovoltaica è aumentata del 20,4% rispetto ad agosto 2025, sostenuta soprattutto dall’espansione degli impianti installati. Nello stesso periodo, però, l’eolico ha perso il 24,2% e l’idroelettrico il 16%. Sono diminuite anche geotermia e bioenergie, rispettivamente del 3,4% e del 3,5%.

Il risultato è una generazione rinnovabile complessiva quasi ferma, in aumento di appena lo 0,4%. Con una domanda cresciuta molto più rapidamente, aumenta l’energia da reperire attraverso le altre componenti del sistema. Ad agosto la produzione nazionale ha soddisfatto l’85,7% del fabbisogno, mentre il saldo degli scambi con l’estero ha coperto il restante 14,3%; è cresciuto anche il ricorso al termoelettrico.

Questi numeri spiegano perché il progresso di una singola tecnologia non descriva da solo l’intera transizione. Per l’eolico, come avevamo raccontato in occasione del record italiano del novembre 2023, le condizioni meteorologiche possono incidere molto sulla produzione effettiva degli impianti.

Consumi elettrici Italia Terna

Più pannelli servono, ma conta anche l’orario

Il caldo notturno rende evidente un problema pratico: la domanda di raffrescamento può restare elevata quando il fotovoltaico non produce. Il totale mensile dell’energia generata, quindi, non basta a dire quanto il sistema riesca a soddisfare i consumi in ogni momento della giornata.

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È qui che entrano in gioco i sistemi di accumulo, dalle batterie ai pompaggi idroelettrici, che permettono di conservare energia e renderla disponibile successivamente. Insieme alle reti e alla diversificazione delle fonti, aiutano ad avvicinare gli orari della produzione a quelli della domanda.

Il bilancio di agosto suggerisce dunque una distinzione concreta: installare nuovi pannelli aumenta l’energia solare disponibile, ma per utilizzarla anche quando accendiamo il climatizzatore di sera occorre poterla immagazzinare. La crescita del fotovoltaico va accompagnata da questa capacità, soprattutto se le notti calde allungano le ore di consumo.