Bonus colonnine 2026: domande, requisiti e wallbox da scegliere

Torna il contributo dell’80% per la ricarica a casa, ma il rimborso ha un tetto e non basta comprare una qualsiasi wallbox


wallbox bonus colonnine 2026

Il bonus colonnine domestiche 2026 ha finalmente una data: le domande partiranno il 22 settembre alle 12. Dopo l’annuncio del MIMIT del 15 settembre, chi vuole installare un punto di ricarica può confrontare preventivi e requisiti con un calendario definito. Attenzione, però: al 16 settembre lo sportello è ancora in apertura, non è già possibile inoltrare la richiesta.

L’incentivo copre l’80% delle spese ammissibili, con limiti diversi per privati e condomìni. Sembra il momento perfetto per scegliere una wallbox, ma prima del prezzo bisogna controllare il modello, l’installazione e i documenti. Il rischio è risparmiare sul prodotto e scoprire dopo che quell’acquisto non permette di ottenere il contributo.

Bonus colonnine spiegato semplice: prima paghi, poi chiedi

La wallbox è una stazione di ricarica collegata all’impianto elettrico. Nella normale ricarica domestica alimenta l’automobile in corrente alternata, mentre il caricatore di bordo la converte per la batteria. I kW indicano la potenza, cioè quanto velocemente trasferiamo energia; i kWh misurano invece l’energia accumulata o consumata.

Il bonus sostiene l’acquisto e la posa della stazione attraverso un contributo in conto capitale. Non è uno sconto automatico nel carrello e non va confuso con una detrazione da recuperare nella dichiarazione dei redditi: bisogna completare l’intervento, documentare le spese e presentare domanda. L’erogazione resta subordinata ai controlli e alle risorse disponibili.

Chi sta ancora cercando di capire quale impianto serva può partire dalla nostra guida alle migliori wallbox 2026 e alla loro installazione. Qui concentriamoci sul passaggio successivo: come scegliere senza compromettere l’accesso all’incentivo.

Due scadenze diverse: dicembre per i lavori, gennaio per la domanda

Il calendario pubblicato da Invitalia distingue il periodo dell’intervento da quello della richiesta:

  • Installazione completata: dal 26 giugno al 31 dicembre 2026.
  • Apertura delle domande: 22 settembre 2026, ore 12.
  • Chiusura delle domande: 31 gennaio 2027, ore 12.

La scadenza di gennaio non concede quindi un mese aggiuntivo per finire i lavori del 2026. Se compriamo il dispositivo a dicembre ma l’installatore termina a gennaio, cambia l’annualità di riferimento. E un ordine effettuato online, da solo, non equivale a un’infrastruttura installata.

Secondo il quadro aggiornato del MIMIT, per il 2026 sono disponibili 15 milioni di euro. Altri 15 milioni sono previsti per ciascun anno dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030: complessivamente 68 milioni. Non sono dunque 68 milioni spendibili tutti nella finestra appena annunciata.

L’80% si ferma a 1.500 euro: quanto torna davvero

Per una persona fisica il contributo massimo è 1.500 euro; per un intervento condominiale sulle parti comuni sale a 8.000 euro. La percentuale si applica alle spese riconosciute come ammissibili, non indistintamente a ogni voce del preventivo.

Facciamo tre conti, assumendo per semplicità che gli importi indicati siano interamente ammissibili. Su 1.000 euro il contributo teorico è 800 euro. Su 1.875 euro raggiunge già il massimo di 1.500 euro. Se la spesa ammissibile sale a 3.000 euro, il contributo resta 1.500 euro: copre metà dell’importo, non l’80%.

Per il condominio, lo stesso calcolo porta al tetto di 8.000 euro con 10.000 euro di spesa ammissibile. Sono esempi matematici, non preventivi di mercato: eventuali voci escluse rimangono a carico del richiedente. Prima di confrontare due offerte bisogna quindi separare il totale da pagare dalla base sulla quale si calcolerà l’aiuto.

Non basta il garage in condominio per avere 8.000 euro

I destinatari sono persone fisiche residenti in Italia e condomìni. Per i privati, l’infrastruttura deve essere riservata all’uso privato; per il condominio deve servire all’utilizzo collettivo dei condòmini. In entrambi i casi non deve essere accessibile al pubblico.

La distinzione conta: una wallbox personale nel proprio box non diventa un impianto collettivo soltanto perché il garage si trova sotto un palazzo. Il contributo condominiale non è neppure una somma da moltiplicare per ciascun appartamento.

Nel progetto condiviso bisogna decidere prima come autorizzare gli accessi, misurare i consumi e ripartire i costi. Sono questioni concrete, soprattutto quando le automobili aumentano: un impianto progettato per una sola vettura potrebbe diventare scomodo da ampliare. Il bonus aiuta sull’investimento iniziale, ma non sostituisce queste decisioni.

Il requisito da controllare prima del carrello: l’elenco GSE

Il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 introduce un controllo decisivo: per questa annualità i dispositivi devono rispettare i requisiti richiamati dalla deliberazione ARERA 541/2020 e risultare nell’elenco ufficiale GSE vigente alla presentazione della domanda.

Conviene consultare la pagina GSE con gli elenchi dei dispositivi, confrontando marca, modello e versione. Il GSE distingue apparecchi con gestione dinamica del carico e apparecchi senza questa funzione. Il nome commerciale sul marketplace può non essere sufficiente per identificare la configurazione.

La gestione dinamica regola la ricarica in base alla potenza rimasta disponibile in casa: se accendiamo altri elettrodomestici, riduce l’assorbimento dell’auto. È una funzione utile, ma la presenza di Wi-Fi, app o controllo dei carichi non dimostra da sola l’ammissibilità al bonus.

Questo cambia anche il modo di leggere le classifiche: un buon prodotto e un prodotto incentivabile non sono necessariamente la stessa cosa. La verifica va fatta prima di acquistare e ripetuta rispetto all’elenco valido al momento della richiesta.

Cosa copre e quali documenti preparare

Le spese ammesse da Invitalia comprendono acquisto e installazione, impianti elettrici e opere edili strettamente necessari, dispositivi di monitoraggio e gestione, progettazione e collaudi. Possono rientrare anche i costi di connessione attraverso un nuovo POD, il codice che identifica il punto di prelievo elettrico.

I pagamenti devono essere tracciabili e non sono ammesse spese effettuate mediante finanziamento. Sono escluse, fra l’altro, imposte, tasse e oneri: non bisogna applicare automaticamente l’80% al totale IVA compresa di un’inserzione. Il contributo, inoltre, non è cumulabile con altri aiuti, anche fiscali, sulla medesima spesa.

Per la pratica è utile preparare questa cartella, seguendo le istruzioni documentali di Invitalia:

  • Documento d’identità e codice fiscale del richiedente.
  • Fatture elettroniche XML scaricate dal portale dell’Agenzia delle Entrate, salvo le eccezioni previste per fornitori esonerati.
  • Estratti conto che documentino i pagamenti, effettuati con conto o carta intestati al beneficiario.
  • Dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore.
  • Coordinate del conto del beneficiario e PEC attiva.
  • Per il condominio, documentazione dell’amministratore o delegato, delibera e attestazione richiesta sulla mancata impugnazione.

La domanda si presenta online su Invitalia, accedendo con SPID, CIE o CNS. La concessione è prevista entro 90 giorni dalla chiusura del periodo di presentazione: non significa ricevere il bonifico entro 90 giorni dal proprio invio. Se le risorse non bastano, il decreto prevede l’ammissione all’istruttoria secondo l’ordine cronologico delle domande.

Le migliori wallbox: cosa valutare e dove trovare le offerte

Riprendiamo due scelte della nostra guida, aggiungendo due riferimenti presenti nell’elenco GSE consultato. Non è una lista di prodotti con rimborso garantito: per Pulsar Max e Tesla Wall Connector non abbiamo verificato l’inclusione della specifica versione venduta nei link. Chi compra per ottenere il bonus deve risolvere questo punto prima dell’ordine.

Wallbox Pulsar Max 7,4 kW, per la ricarica domestica monofase. È una candidata interessante per chi vuole una stazione connessa, con programmazione e possibilità di integrare gestione dei carichi e fotovoltaico. Come indica Wallbox, per la ricarica solare serve un misuratore compatibile. Gli accessori vanno inclusi nel preventivo: comprare soltanto la stazione non significa avere già tutte le funzioni operative.

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Tesla Wall Connector, anche per automobili di altri marchi. Secondo Tesla arriva fino a 22 kW ed è compatibile con la maggior parte delle elettriche, verificando il connettore. È da valutare in base all’impianto disponibile: il numero massimo sulla scheda non assicura che l’auto ricarichi a quella potenza. Anche qui la gestione dinamica richiede la configurazione appropriata.

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BTicino Green’Up Home e ABB Terra AC, da includere nei preventivi per il bonus. Nell’elenco GSE consultato compaiono, per esempio, Green’Up Home nelle versioni 057021 e 057022 e la famiglia Terra AC. Sono riferimenti utili da sottoporre all’installatore, confrontando dotazione e costo complessivo. La presenza nell’elenco non sostituisce gli altri requisiti della pratica.

I caricatori portatili Schuko della guida generale rispondono ad altre esigenze. Non li proponiamo qui come scorciatoia per il contributo: acquistare un cavo con centralina non equivale a realizzare l’installazione documentata richiesta.

Cosa significa per te: chiedi un preventivo completo

Se avete un posto auto utilizzabile, il bonus può alleggerire una spesa concreta. Chiedete però un’offerta che separi dispositivo, accessori, lavori e oneri, e riporti il codice del modello. Il controllo dell’impianto viene prima dell’acquisto: distanza dal quadro e percorso dei cavi possono contare più di una promozione online.

Valutate poi il costo dell’energia, non soltanto quello dell’hardware: nella nostra analisi su quanto costa ricaricare un’auto elettrica in Italia approfondiamo il confronto. Un incentivo all’installazione non determina da solo il risparmio per chilometro.

Resta infine un limite della misura: chi parcheggia esclusivamente in strada non ottiene un posto privato grazie al bonus. E chi lo richiede deve anticipare la spesa. Sono due ragioni per cui una percentuale generosa non rende questa opportunità ugualmente accessibile a tutti.

Tre domande rapide

Posso già fare domanda per il bonus colonnine 2026?
Al 16 settembre no: lo sportello apre il 22 settembre alle 12. La chiusura è fissata al 31 gennaio 2027 alle 12, per installazioni completate nella finestra prevista del 2026.

Se compro la wallbox su Amazon ricevo il bonus?
Il marketplace non garantisce l’incentivo. Servono un dispositivo conforme ai requisiti, l’installazione e tutta la documentazione prevista. Verificate anche la fatturazione prima dell’acquisto.

Una wallbox da 22 kW ricarica sempre più velocemente?
No. La potenza effettiva dipende anche dall’impianto e dal caricatore di bordo dell’auto. Comprare una stazione più potente non elimina questi limiti.

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