Dispositivi ricondizionati: i numeri di un mercato che piace

Il 74% degli italiani acquista prodotti ricondizionati. I motivi? Un prezzo più conveniente, ma anche la volontà di incidere sulla sostenibilità ambientale


Negli ultimi anni, il mercato dei dispositivi tecnologici ricondizionati ha conosciuto una crescita significativa, diventando una delle aree più dinamiche dell'elettronica di consumo. A spingere i consumatori ad acquistare prodotti che hanno già vissuto una “prima vita” ci sono ovviamente ragioni di convenienza economica ma anche una maggiore consapevolezza sui temi ambientali e la crescente disponibilità di programmi di certificazione del ricondizionamento, promossi sia dagli stessi produttori che da aziende terze specializzate. 

Secondo dati recenti (MarkWide Research - 2023), il mercato globale dell'elettronica ricondizionata vale 48,29 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 10% e una previsione al raddoppio (94,10 miliardi di dollari) entro il 2030. A dominare il mercato è soprattutto il segmento degli smartphone ricondizionati, seguito da laptop, tablet e console di gioco.

Il ricondizionato è un'opportunità per 7 italiani su 10

La situazione italiana è ben fotografata da uno studio condotto su un campione rappresentativo di 1000 persone da BVA Doxa per Swappie, azienda europea specializzata nell'acquisto, ricondizionamento e vendita di iPhone, che evidenzia un dato su tutti: ad oggi, il 74% degli italiani acquista prodotti ricondizionati, con una percentuale ancora più alta tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. In particolare, il 46% degli italiani preferisce smartphone ricondizionati, seguiti dagli elettrodomestici con il 28% e dai computer fissi o portatili con il 27%. Altri prodotti ricondizionati scelti includono accessori (21%), tablet (18%), smartwatch e fotocamere (entrambi al 12%).

Il prezzo è uno dei principali fattori che spingono i consumatori a scegliere prodotti ricondizionati. Del resto, come è facile notare da semplici comparative, un dispositivo usato e rigenerato in modo appropriato può arrivare a costare fino a meno della metà rispetto al nuovo.

Il 48% degli italiani afferma che il prezzo più conveniente rispetto al nuovo è il fattore più importante, soprattutto per il target da 45 a 64 anni, seguono la funzionalità del prodotto (39%) e la garanzia minima di un anno (35%). Per i più giovani, anche le condizioni estetiche del dispositivo sono rilevanti.

Una scelta che ripaga un desiderio di maggiore sostenibilità

I benefici a livello di impatto ambientale rappresentano l'altra grande leva motivazionale a sostegno di questo mercato. Su questo fronte pesa l'attenzione crescente verso i principi dell'economia circolare e la consapevolezza sulle problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti elettronici: nei prossimi 5 anni, avvertono le Nazioni Unite, i cosiddetti e-waste cresceranno a un ritmo di oltre il 32%, raggiungendo 82 milioni di tonnellate entro il 2030. 

In un contesto di questo tipo, è facile comprendere perché l'83% degli intervistati consideri  la sostenibilità un aspetto rilevante durante l'acquisto, con una percentuale che sfiora la totalità del campione se si considera solamente il target femminile. La responsabilità verso l'ambiente – continua la ricerca – si esprime spesso nei comportamenti d’acquisto e nei piccoli gesti quotidiani (41%), ad esempio spegnere le luci quando non sono necessarie (68%) o disattivare i dispositivi elettronici anziché lasciarli in standby scollegandoli fisicamente dalla corrente (rispettivamente 33%).

Ma c'è di più. Secondo la ricerca, oltre 7 persone su 10 sono disposte a a pagare di più per un prodotto ecocompatibile. In particolare, la propensione a spendere di più si aggira intorno ai 10-20 euro in più, con una maggiore inclinazione tra i consumatori più maturi (45-64 anni).