Auto elettriche: le batterie reggono, ma la ricarica ultra-fast chiede il conto

Il degrado medio annuo delle batterie sale al 2,3%. Gli accumulatori si confermano più longevi del previsto, ma la ricarica sopra i 100 kW raddoppia la velocità di usura rispetto alla corrente alternata

di Gabriele Arestivo - 14/01/2026 08:30

La paura numero uno di chi passa all'elettrico non è rimanere a piedi, ma trovarsi con un'auto che dopo pochi anni non tiene più la carica. È l'ansia da "effetto smartphone", ma applicata a un oggetto che costa quanto un monolocale in provincia.

La realtà, però, racconta una storia diversa. I nuovi dati di Geotab, che ha analizzato la telemetria di 22.700 veicoli elettrici, fissano il tasso di degrado medio annuo delle batterie al 2,3%. Il dato è in leggera salita rispetto all'1,8% rilevato nel 2024, ma non è un allarme rosso: è il prezzo che stiamo pagando per la comodità.

Le batterie moderne sono progettate per durare più della vita utile del veicolo stesso. Il problema non è la tecnologia, siamo noi. O meglio, è la nostra fretta.

La velocità si paga (il doppio)

Il report evidenzia un cambio di abitudini netto. Rispetto al passato, usiamo molto più spesso le colonnine "Ultra-Fast" in corrente continua (DC). È comodo caricare l'80% in 20 minuti, ma la chimica delle celle ne risente.

I veicoli che si affidano regolarmente a ricariche con potenza superiore ai 100 kW mostrano un degrado annuo che tocca il 3%. Al contrario, chi ricarica prevalentemente in corrente alternata (AC) o a basse potenze si ferma all'1,5%. In pratica: la comodità della ricarica rapida raddoppia l'usura della batteria. Non la distrugge, ma la "stanca" prima.

Caldo e km: i falsi nemici

Qui cade un altro mito. Abbiamo sempre pensato che macinare chilometri su chilometri o vivere in posti caldi fosse la condanna a morte per l'autonomia. I dati dicono "ni".

  • Il clima: Le auto che operano in climi torridi degradano solo lo 0,4% più velocemente di quelle in climi miti.
  • L'uso intenso: Chi usa l'auto in modo massiccio (flotte, taxi) vede un degrado extra dello 0,8% annuo rispetto a chi la tiene in garage.

Sono percentuali marginali. Se l'auto è uno strumento di lavoro, quel "costo" in termini di salute della batteria (SOH - State of Health) è ampiamente ripagato dalla produttività.

Facciamola semplice

Le batterie non sono di cristallo. Non serve l'ossessione per la percentuale di ricarica perfetta. I dati mostrano che le regole rigide (mai sopra l'80%, mai sotto il 20%) sono meno critiche di quanto si credesse, a meno che l'auto non venga lasciata ferma per giorni a questi estremi.

La lezione dei dati 2025 è pragmatica: la ricarica ultra-rapida è uno strumento, non la norma. Usatela quando serve davvero (in viaggio), ma per la quotidianità la ricarica lenta resta la migliore assicurazione sulla vita della vostra auto. In attesa che sul mercato arrivino le batterie allo stato solido, e quella sarà tutta un'altra storia.