Google sfida Suno e Udio: la musica in 30 secondi entra dentro Gemini

Con il tasto "Crea musica", Gemini genera loop e sigle su misura in pochi secondi. Ecco come il modello Lyria punta a mandare in pensione le vecchie librerie stock.

di Redazione - 23/02/2026 12:35

Google ha rotto gli indugi: da pochi giorni la generazione musicale è una funzione nativa di Gemini. Non serve più saltare da un’app all'altra o sottoscrivere l’ennesimo abbonamento a piattaforme esterne, c’è un tasto, "Crea musica", che interroga direttamente Lyria 3 (l’ultimo modello di DeepMind) e restituisce un file audio finito.

Il "collo di bottiglia" dei 30 secondi

Mentre competitor come Suno o Udio hanno abituato gli utenti a canzoni intere (spesso con l’ambizione di emulare il pop da classifica), il colosso di Mountain View ha scelto la strada del pragmatismo. E della brevità. Gemini genera infatti tracce da 30 secondi, cosa che può suonare come un limite, ma che potrebbe essere una mossa strategica: il target non è infatti l'industria musicale, ma il mercato dei content creator.

Se ci si pensa, è la soluzione al problema che ogni YouTuber o podcaster affronta quotidianamente, ovvero la ricerca del tappeto sonoro perfetto che non costi una fortuna in licenze e non sia il solito loop piatto delle librerie stock. Qui la musica è funzionale, rapida, su misura per una sigla o un passaggio video. E se Suno vuole essere l'artista (senza mai eguagliarlo, a nostro parere), Gemini ambisce probabilmente ad essere l'assistente di produzione. Il che non è affatto un male.

Sotto la scocca: come lavora Lyria 3

Lyria 3 è un esercizio di integrazione multimodale. Si può scrivere un prompt (magari chiedendo un pezzo R&B ironico su un calzino spaiato, esempio citato dalla stessa Google), ma puoi anche caricare una foto e chiedere di ideare un brano ispirato ad essi. Gemini "guarda" l'immagine e Lyria compone la colonna sonora coerente con quel mood.

La qualità è sorprendentemente alta per essere un calcolo algoritmico istantaneo. Il mix è pulito, l’arrangiamento coerente e, a differenza delle versioni precedenti, il modello gestisce bene anche i testi e la voce. Per cautelarsi sul fronte etico e legale, Google ha inserito il watermark SynthID: una firma digitale invisibile che marchia la traccia come "sintetica", un dettaglio non da poco in un momento in cui il copyright nell'IA è un terreno minato.

Prototipi, non capolavori

Sia chiaro, non stiamo parlando di arte. Mancano l’identità, il percorso, l'anima che da tempi immemori accompagna la creazione musicale. Lo dicono con somma onestà anche i product manager di Google, che l’obiettivo non è il capolavoro, ma l’espressione creativa rapida.

Per un musicista o un produttore, Gemini può essere una stampella, un strumento di prototipazione. Serve una texture per un campionamento, un’idea ritmica da cui partire, una traccia guida? In pochi secondi hai una base su cui lavorare. Per tutti gli altri, è il modo più veloce per riempire di suonerie e sottofondi originali una rete che rischia di diventare sempre più saturata da contenuti "corretti" ma anonimi.