Google Pixel 10a è un déjà vu (e lo salva il software)

Abbiamo testato il nuovo medio di gamma di Google. Il software è impeccabile e il nuovo modem risolve vecchi problemi, ma l'hardware sa di già visto.

di Redazione - 18/03/2026 18:42

Arrivati all'ennesima iterazione della "serie A", la domanda sorge spontanea: qual è oggi l'identità del medio di gamma secondo Google? Abbiamo messo alla prova il Pixel 10a, uno smartphone che si presenta sul mercato con un'eredità pesante e un listino che fa discutere.

Chiedere 549 euro per il taglio da 128 GB nel 2026 suona come un azzardo, soprattutto quando lo spazio di archiviazione base si esaurisce nel giro di poche settimane. Al netto delle polemiche commerciali, abbiamo passato gli ultimi giorni a testare il dispositivo per capire cosa offra concretamente nell'uso quotidiano.

Il software fa il lavoro sporco

Se c'è un motivo valido per scegliere questo smartphone, risiede interamente sotto la scocca. L'integrazione del processore Tensor G4 garantisce un'esperienza d'uso scattante e reattiva, ben al di sopra della media del segmento. Ma la vera notizia è la risoluzione di un problema storico: Google ha finalmente integrato il modem della serie superiore, azzerando le incertezze sul segnale telefonico e i surriscaldamenti anomali sotto rete dati che affliggevano i modelli passati.

A bordo troviamo Android 16, condito da un filtro chiamate spam da riferimento e una promessa che sposta gli equilibri: sette anni di aggiornamenti garantiti. È una prospettiva di longevità che trasforma il dispositivo in un investimento a lungo termine. La Pixel Experience rimane un valore aggiunto innegabile, snella e capace di accompagnare l'utente con funzioni di intelligenza artificiale utili e mai troppo invasive.

L'hardware segna il passo

Usciti dal recinto del software, i compromessi emergono in fretta. Il design prova ad allinearsi ai fratelli maggiori assottigliando la sporgenza posteriore, ma il frontale restituisce un display dalle cornici spesse, appena più luminoso della generazione precedente e non all'altezza di concorrenti che costano quasi la metà.

Anche l'autonomia non fa miracoli: la batteria da 5200 mAh porta a sera con circa sei ore di schermo acceso, ma la ricarica a 30W via cavo e 10W wireless appare anacronistica in un mercato che ormai viaggia a velocità doppie.

Tra algoritmi e lenti riciclate

Sul fronte fotografico, ci troviamo di fronte a un modulo già ampiamente noto. Il sensore principale da 48 megapixel da mezzo pollice e l'ultragrandangolare da 13 megapixel sono gli stessi dello scorso anno. Gli scatti diurni sono ottimi, ma il merito è tutto dell'algoritmo di elaborazione di Google, che continua a fare magie per mascherare i limiti fisici di sensori ormai piccoli. Quando la luce cala o la scena si fa complessa per via di soggetti in movimento, la fatica dell'hardware emerge chiaramente. I video in 4K a 60 frame al secondo e la fotocamera anteriore, invece, reggono bene il passo con la concorrenza.

Il Pixel 10a è un dispositivo che vive di contrasti. Al prezzo di lancio fatica a giustificare la sua scheda tecnica, schiacciato da competitor più aggressivi sul fronte puramente tecnico. Tuttavia, quando lo street price si assesterà fisiologicamente intorno ai 350-400 euro, i sette anni di supporto e le prestazioni del processore lo trasformeranno nell'acquisto razionale per eccellenza. Fino a quel momento, la pazienza resta la virtù dei migliori acquirenti.