Cancellazione del rumore e ricarica lampo: la nostra prova dei Galaxy Buds4 Pro

Design ultraleggero e chiamate cristalline rendono i Galaxy Buds4 Pro compagni ideali per il quotidiano. Resta qualche perplessità sulla custodia e sui comandi a pizzico

di Gabriele Arestivo - 10/04/2026 08:43

Il mercato degli auricolari true wireless non perdona i passi falsi. Con i Galaxy Buds4 Pro, Samsung prova a consolidare la sua posizione puntando su ergonomia e qualità nuda e cruda, riducendo pesi e ingombri.

Li stiamo provando da alcune settimane, alternando scrivania, mezzi pubblici e sport, per capire se le promesse della scheda tecnica reggano l'urto della quotidianità. La risposta è in gran parte positiva, pur con qualche ostacolo sull'esperienza d'uso.

La prima cosa che si nota è la comodità

Il design è curato e il peso estremamente contenuto li fa quasi scomparire una volta indossati, garantendo una vestibilità che non stanca nemmeno dopo diverse ore. Possiamo forse dire che sono tra le true wireless più belle in circolazione. 

La qualità del suono si posiziona ai vertici della categoria, con frequenze ben bilanciate e una profondità che valorizza l'ascolto. Ad accompagnare la resa audio c'è un sistema di cancellazione attiva del rumore molto efficace, capace di isolare l'utente dal rumore di fondo della città o dei mezzi di trasporto.

Sul fronte dell'autonomia, il vero vantaggio pratico è la gestione delle emergenze. Quando la batteria si esaurisce, bastano pochi minuti all'interno della custodia per recuperare ore di riproduzione. Una rapidità di ricarica essenziale per chi si sposta di frequente. Anche la resa dei microfoni durante le chiamate ha restituito ottimi risultati, grazie anche alla tecnologia Super Wideband: la voce arriva chiara e pulita all'interlocutore, isolando bene i rumori ambientali.

Comandi e custodia: cosa è migliorabile

Se le prestazioni acustiche soddisfano, l'interazione fisica con il dispositivo lascia spazio a qualche perplessità. Partiamo dal case: il meccanismo di apertura risulta un po' scomodo, meno intuitivo e rapido rispetto alle soluzioni adottate da diversi concorrenti diretti.

Indossando gli auricolari emergono poi i limiti del sistema di controllo. Samsung ha optato per i comandi a "pizzico" sull'astina, una scelta che all'atto pratico risulta a volte macchinosa. Chi è abituato ai classici tocchi sulla superficie esterna, decisamente più immediati soprattutto durante l'attività fisica, farà fatica ad abituarsi a questo gesto più elaborato. Esiste comunque la possibilità di ricorrere ai comandi vocali per aggirare l'ostacolo manuale.

C'è infine la questione delle gesture legate al movimento del capo. La possibilità di rispondere a una chiamata semplicemente annuendo è un'idea simpatica, ma nella pratica rischia di creare malintesi. Ci è capitato di rispondere involontariamente a una telefonata in entrata a causa dei normali movimenti sussultori durante una sessione di jogging. Un dettaglio che ci ricorda come l'integrazione di nuove funzionalità debba sapersi misurare con i contesti d'uso reali, per non trasformarsi in un intralcio imprevisto.

Il peso del software (e dell'ecosistema)

Nonostante qualche incertezza ergonomica sui comandi e sulla custodia, il bilancio finale pende decisamente in positivo. I nuovi auricolari Samsung superano l'esame dell'uso quotidiano grazie a una solidità acustica difficile da ignorare e a una gestione dell'energia che perdona le dimenticanze. Ma c'è un elemento in più che sposta l'ago della bilancia, ben oltre la scheda tecnica: l'integrazione software.

L'hardware, ormai, racconta solo metà della storia. L'azienda sta investendo massicciamente sulle funzionalità smart e queste cuffie ne diventano l'estensione naturale. Strumenti come la traduzione simultanea, accessibile direttamente dall'orecchio e capace di abbattere le barriere linguistiche durante una conversazione dal vivo, offrono uno spaccato concreto su come sta cambiando la nostra interazione con la tecnologia.

Il dettaglio rilevante è che queste funzioni non sono statiche, ma continuano ad affinarsi e a diventare più precise mese dopo mese attraverso i costanti aggiornamenti. I comandi vocali, ad esempio, funzionano sempre meglio e rappresentano adesso uno dei metodi di controllo più efficaci. Costano circa 250 euro in questo momento, al top della categoria.