Abbiamo messo i "superpoteri" a un tablet (e non è un modo di dire)

Come un Lenovo Yoga Tab da 11 pollici è diventato il centro del nostro nuovo modo di lavorare con l'intelligenza artificiale

di Gabriele Arestivo - 31/03/2026 08:16

Partiamo da una premessa onesta: il tablet, per noi, è sempre stato un dispositivo da "divano". Buono per leggere, guardare qualcosa, scrollare. Uno strumento che vive nella terra di mezzo tra lo smartphone e il computer, senza essere davvero né l'uno né l'altro.

Poi lo scenario è cambiato, il nostro modo di lavorare si è adattato e, con la scusa di dover provare il Lenovo Yoga Tab (11 pollici, Snapdragon 8 Gen 3, tastiera magnetica con trackpad e penna), abbiamo iniziato a usarlo davvero per lavoro. Non per obbligo, ma perché ci siamo accorti che per buona parte delle cose che facciamo durante la giornata, il laptop era semplicemente troppo.

Troppo pesante nello zaino, troppo ingombrante sul tavolino dell'aereo, troppo rapido nella scarica della batteria (ahinoi, il Legion 7 2026 che utilizziamo per il lavoro pesante non ha l'autonomia tra i suoi punti forti). Lo Yoga Tab pesa 458 grammi. Con la cover tastiera attaccata diventa un mini portatile che si attiva automaticamente in modalità desktop, con split screen e multitasking reale. Staccata la tastiera, torna tablet: leggero, immediato.

Non è ovviamente il solo, in circolazione si trovano svariati tablet simili con ottimo hardware, ma questo ha un vantaggio per noi non indifferente: Smart Connect. Si tratta di una soluzione software che Lenovo ha affinato negli ultimi anni e permette ai suoi dispositivi di dialogare su più livelli. Il tablet, così, può diventare un secondo schermo esterno per il nostro Legion 7 quando siamo in redazione, che sia per duplicare o estendere il desktop, tutto in wireless. Una comodità non da poco. 

Lo schermo che fa la differenza

C'è una cosa che non emerge mai dalle schede tecniche ma che conta enormemente nell'uso quotidiano: la qualità di ciò che guardi per otto ore al giorno. Il display PureSight Pro del Yoga Tab è un pannello da 3.2K a 144Hz con 800 nit di luminosità, il che tradotto in esperienza reale significa: testi nitidissimi anche con caratteri piccoli, scorrimento fluido che non stanca, visibilità buona ma non perfetta all'aperto. Sotto luce forte i riflessi sono ben evidenti, stiamo comunque parlando di un dispositivo di fascia media.

La penna, la Tab Pen Pro, merita un capitolo a parte. Si aggancia magneticamente al tablet per ricaricarsi, ha 8192 livelli di pressione e un feedback aptico che simula la carta. Ma la cosa più interessante è che funziona anche come telecomando: con un click puoi controllare il volume, scorrere le slide di una presentazione, navigare un video. È un dettaglio piccolo che racconta un pensiero progettuale più grande.

Claude, Cowork e il nostro modo di lavorare

Adesso arriviamo ai superpoteri. Da qualche mese nella nostra redazione è cambiato qualcosa di sostanziale nel modo in cui lavoriamo, e il motivo ha un nome: Claude, con la sua componente agentica che si chiama Cowork. Per chi non lo conoscesse: Cowork è un sistema (ancora in fase di test, va detto) che trasforma Claude da chatbot a vero agente operativo. Non risponde soltanto alle domande: analizza, pianifica, esegue. Accede ai file sul computer, si collega a Gmail, Google Drive, Slack, Calendar, e porta a termine compiti complessi in autonomia.

Dispatch: l'agente ti segue ovunque

Ed è qui che il tablet rientra nella storia con un ruolo da protagonista. A metà marzo 2026, Anthropic ha lanciato una nuova funzione chiamata Dispatch: in pratica, è la possibilità di comandare il proprio agente Cowork da smartphone o tablet, tramite l'app mobile di Claude. Tu mandi un'istruzione dal tablet, il computer a casa o in ufficio la esegue, accede ai file, usa i connettori, completa il task, e ti restituisce il risultato sullo schermo che hai in mano.

Il concetto è semplice: il tablet diventa il telecomando, il PC fa il lavoro pesante. Ma le implicazioni sono enormi, perché significa che non sei più legato alla scrivania per interagire con il tuo sistema di lavoro più potente. Sei al bar, in treno, in sala d'attesa, e il tuo agente AI sta lavorando per te. Ovviamente il PC a casa/ufficio deve essere sempre acceso e connesso alla rete, con l'App di Claude in esecuzione. 

Ora, in questo scenario il dispositivo mobile conta. Non basta uno schermo qualsiasi: serve qualcosa su cui puoi leggere comodamente i risultati, eventualmente scrivere istruzioni articolate, e magari lavorare anche in autonomia quando il WiFi o la connessione non collaborano. 

La porta d'ingresso

Qui sta il punto che ci preme di più. Non stiamo dicendo che un tablet sostituisce un computer. Non è questo il discorso. Quello che stiamo raccontando è che oggi, con un dispositivo da meno di 500 euro e un abbonamento da 20 euro al mese, si ha accesso a un ecosistema di lavoro che fino a un anno fa richiedeva setup complicati, competenze tecniche avanzate e investimenti ben più importanti.

Ciò che ci ha convinto maggiormente è la sua poliedricità: Yoga Tab può essere il dispositivo principale di uno studente che vive nel cloud, un ottimo companion di un professionista che ha bisogno di restare leggero in mobilità. Può essere lo strumento con cui un freelance gestisce email, documenti, call e adesso anche un agente AI, in meno di mezzo chilo.

Che lo si usi come schermo da cui pilotare Cowork, come mini portatile con la tastiera agganciata, o come tablet puro per leggere e informarsi, la prospettiva non cambia: la porta d'ingresso a sistemi avanzati è oggi più accessibile che mai. E questa, comunque la si guardi, è una buona notizia.