Tesla Model 3 Performance è la berlina elettrica che sfida le supercar, ma conviene davvero?

Prestazioni da supercar e praticità da berlina: la Model 3 con steroidi entusiasma, ma autonomia ridotta e prezzo elevato la rendono meno adatta alla maggior parte degli automobilisti

di Greta Rosa - 26/08/2025 12:09

Quando Tesla presentò la Model 3 nel 2016, l’obiettivo era dichiarato: costruire un’elettrica “per le masse”, abbattendo le barriere di prezzo che avevano confinato la mobilità a batteria a una nicchia di early adopter. La produzione partì nel 2017 e, dopo un avvio travagliato, l’auto divenne rapidamente un successo globale. Dal 2020 la Model 3 è stabilmente tra le vetture elettriche più vendute al mondo: nel 2024 ha superato i 2 milioni di unità prodotte, diventando un pilastro del fatturato Tesla e un modello simbolo della transizione energetica.

Oggi, accanto alla versione “Long Range”, pensata per garantire efficienza e autonomia, troviamo la declinazione più estrema: la Model 3 Performance. Un’auto che promette emozioni da sportiva senza rinunciare alla praticità di una berlina a cinque posti. Ma ha davvero senso puntare su questa variante?

Prestazioni da supercar

La Model 3 Performance non è un semplice restyling. Tesla ha ripensato l’assetto in chiave sportiva, introducendo 338 kW di potenza (circa 460 CV) distribuiti su due motori elettrici con trazione integrale. Il risultato è impressionante: 0-100 km/h in appena 3,1 secondi, un tempo che mette in imbarazzo molte supercar tradizionali.

Oltre ai numeri, ci sono interventi tecnici mirati: sospensioni dedicate, freni potenziati, cerchi alleggeriti e sedili sportivi, oltre alla modalità “Track Mode” che ottimizza il raffreddamento della batteria e la distribuzione della coppia. È questa la cifra stilistica della Performance: un’auto che all’esterno mantiene le linee pulite di una berlina compatta, ma che al volante sa scatenare un carattere radicalmente diverso. Per chi frequenta circuiti o ama la guida dinamica, è uno dei pochi modelli elettrici realmente in grado di regalare emozioni simili a una sportiva tradizionale.

Autonomia e compromessi

Il rovescio della medaglia è inevitabile. Con tutta questa potenza, l’autonomia dichiarata secondo ciclo WLTP si ferma a 528 km, contro i 629 km della Long Range. Una differenza importante per chi percorre lunghe distanze. Inoltre, l’assetto irrigidito e le gomme più sportive rendono meno confortevole la guida quotidiana, soprattutto sulle strade italiane non sempre perfette.

Anche il prezzo va considerato: in Italia, la Model 3 Performance parte da circa 60.000 euro, andandosi a collocare su una fascia più alta rispetto alla Long Range e avvicinandosi a una Model Y ben accessoriata. Un posizionamento che sposta questa versione fuori dal concetto originario di “Tesla per tutti”, collocandola invece nel territorio delle berline premium a vocazione sportiva. Anche se, guardando al solo mondo a elettroni, si fa fatica a trovare vere rivali alla Model 3 con steroidi: la più vicina per caratteristiche è la BMW i4 M50, che offre prestazioni comparabili ma con un’impostazione più tradizionale. Mercedes e Audi, pur avendo modelli premium performanti, non hanno ancora una proposta che combini in modo altrettanto efficace potenza, autonomia e prezzo.

Performance o Long Range: quale scegliere?

Tutto dipende dal tipo di automobilista. La Performance è pensata per chi ama la guida e vuole un’elettrica capace di unire adrenalina, tecnologia e usabilità quotidiana. In questa fascia di prezzo, come già spiegato, poche concorrenti offrono prestazioni paragonabili.

Per la maggior parte degli utenti, però, la scelta più razionale resta la Long Range: autonomia più alta, prezzo più contenuto, comfort maggiore. È la versione che meglio incarna la missione originaria della Model 3, ossia dimostrare che un’auto elettrica può essere pratica, conveniente e adatta a ogni contesto (e non soltanto "spettacolare").