La decisione è arrivata quando le lamiere erano già state tagliate. Il progetto originale della Incat Hull 096 prevedeva turbine a gas e serbatoi criogenici per l'LNG, una configurazione standard per ridurre le emissioni rispetto al diesel. Poi il cambio di rotta improvviso della committenza, che ha eliminato tutto l'apparato termico per installare il più massiccio sistema di accumulo energetico mai visto su una nave civile. Il catamarano da 130 metri, destinato alla flotta della sudamericana Buquebus ma prodotto in Tasmania, entra così in servizio con un primato ingegneristico che va oltre le semplici dimensioni.
Costruita interamente in alluminio per compensare con la leggerezza strutturale il peso degli accumulatori, la "China Zorrilla", questo il suo soprannome, monta un Energy Storage System (ESS) fornito da Corvus Energy. La capacità supera i 40 Megawattora, un valore che oscura qualsiasi precedente nel settore marittimo. Le batterie non servono da supporto ibrido, ma alimentano direttamente i motori elettrici collegati a otto idrogetti Wärtsilä. La scelta della propulsione a getto, preferita alle eliche, risponde a una doppia esigenza tecnica: gestire la navigazione nei fondali bassi del Rio de la Plata e garantire la spinta necessaria per mantenere una velocità di crociera di 25 nodi a pieno carico.
Duemila metri quadri guadagnati
La rimozione dell'intera linea di alimentazione a combustibile fossile ha avuto, chiaramente, ricadute immediate sul layout interno. Senza la necessità di alloggiare i voluminosi serbatoi del gas, le condotte di aspirazione e gli scarichi verticali, i progettisti hanno recuperato una volumetria enorme nel corpo centrale dello scafo. Buquebus ha così deciso di convertire questi spazi tecnici in un’area Duty Free di oltre 2.000 metri quadri, una mossa commerciale che integra il retail nell'esperienza di viaggio tra Argentina e Uruguay.
Un'altra particolarità è che la nave non avrà range extender diesel di emergenza: l'operatività si baserà interamente sulla ricarica rapida ai terminal di Buenos Aires e Colonia. La compagnia navale sta infatti sta predisponendo stazioni di ricarica proprietarie ad altissima tensione (non sono ancora noti i numeri) che andranno a rigenerare il pacco batterie nei tempi tecnici di sbarco e imbarco dei 2.100 passeggeri e delle 225 auto previste a bordo.