Il paradosso del riscaldamento centralizzato è sempre stato l'impossibilità di decidere davvero quando e quanto scaldare casa. Ci si ritrova spesso a gestire manualmente le valvole termostatiche, stanza per stanza, sperando di non dimenticarle aperte quando usciamo.
Con le valvole smart la promessa è di risolvere questa inefficienza portando l'innovazione direttamente sui radiatori, anche quando manca un termostato centrale a coordinare la caldaia. L'obiettivo non è solo la comodità, ma una gestione millimetrica del calore che punta all'abbattimento degli sprechi in un’epoca in cui ogni grado in eccesso pesa sul bilancio ambientale ed economico. Negli ultimi due mesi abbiamo provato le valvole Tado X (tre in tutto) in un'abitazione di 55 metri quadrati con sistema centralizzato, vi raccontiamo com'è andata.
Installazione e gestione granulare
Il primo scoglio della domotica è spesso la complessità tecnica. In questo caso, l’esperienza si è rivelata lineare: le valvole Tado X si adattano a radiatori e attacchi differenti con una facilità (all'interno della confezione si trovano infatti numerosi adattatori) che elimina la necessità di professionisti. Una volta installate, il controllo passa interamente all’applicazione, seguendo quella filosofia di semplicità e accessibilità necessaria per accogliere il cambiamento nel migliore dei modi.
In un appartamento con riscaldamento centralizzato, la valvola diventa l'unico guardiano del flusso termico. Attraverso l'app, intuitiva e pulita nel design, è possibile stabilire scenari diversi: la camera da letto che si scalda solo la sera, lo studio operativo nelle ore centrali della giornata, il salotto pronto per il rientro dal lavoro. È una micro-gestione del clima domestico che rimette le persone al centro della tecnologia.
L’automazione che segue i nostri spostamenti

La funzione che sposta l'equilibrio dalla semplice programmazione oraria alla vera efficienza è la geolocalizzazione. Il sistema riconosce, tramite il segnale GPS dello smartphone, quando la casa è vuota. Se partiamo per un viaggio o semplicemente usciamo per una cena, Tado X chiude automaticamente tutte le valvole, evitando di scaldare ambienti inutilizzati. Al contrario, quando ci avviciniamo a casa, il sistema può pre-riscaldare le stanze per accoglierci con la temperatura ideale. Se non si vuol fornire la propria posizione, si può sempre accendere e spegnere tutto manualmente.
Sebbene due mesi di utilizzo non siano sufficienti per quantificare con precisione il risparmio economico, la percezione del minor spreco è immediata. Non c'è più il rischio di lasciare i termosifoni al massimo per una dimenticanza. Ovviamente, l'assenza di un termostato centrale in un impianto centralizzato limita l'azione del sistema alla "chiusura" del flusso; in un impianto autonomo, il termostato Tado X potrebbe fare un passo ulteriore, dialogando direttamente con la caldaia per modulare la fiamma, ottimizzando non solo l’erogazione ma la produzione stessa del calore.
In un contesto in cui la transizione energetica passa dai piccoli gesti quotidiani, automatizzare ciò che prima era affidato alla memoria manuale è un passo necessario. C'è da mettere ovviamente in conto l'investimento iniziale, ma la nostra prova ci ha dimostrato ancora una volta che la tecnologia può migliorare la qualità della vita, rendendo la sostenibilità un processo invisibile, automatico e finalmente accessibile a chiunque, anche a chi vive in condominio e ha poco "margine di manovra".